Mediazione linguistica : Export Manager un profilo lavorativo interessante per l’inserimento lavorativo

Come diventare un export manager

Questa professione sarà sempre più richiesta. I consigli di UNITALIA, Associazione delle professioni della mediazione linguistica, per capire in quali aziende conviene inviare il curriculum.

C’è un ruolo in azienda a cui giovani laureati, ma anche i lavoratori che cercano di ricollocarsi nel mondo del lavoro, dovrebbero guardare con più attenzione: l’export manager.

 

Chi è ?

L’Export Manager è un  profilo  professionale della Mediazione Linguistica in particolare  della SSML San Domenico che ha un piano di studi  approvato dal Miur in Mediazione Linguistica per il Management e Sviluppo del Territorio .L’Export Manager ha il compito di sviluppare il mercato estero dell’azienda per la quale lavora. Il suo compito principale è quello di scegliere nuovi potenziali mercati esteri e di elaborare le strategie più efficaci per l’ingresso e il consolidamento della presenza aziendale nei paesi individuati. Definisce le linee d’azione in base alle direttive della politica export fissate dalla direzione aziendale, identifica e seleziona le principali opportunità di business, programma e coordina il piano di promozione sul mercato internazionale.

Che cosa fa, quale è il suo compito ?

  • coordina le attività internazionali dell’azienda come l’ingresso e l’affermazione dei suoi prodotti/servizi in nuovi mercati;
    • definisce le politiche e le azioni commerciali per lo sviluppo del mercato estero;
    • progetta e organizza la rete di distribuzione del prodotto/servizio nel paese estero;
    • individua i distributori allocati all’interno dei vari paesi europei ed extraeuropei;
    • gestisce le vendite;
    • effettua l’analisi della concorrenza e valuta ulteriori le iniziative commerciali sulla rete di distribuzione per incrementare il fatturato;
    • stipula e intrattiene accordi commerciali e istituzionali con i partner locali (imprenditori, uffici commerciali, operatori stranieri del settore, assicurazioni, compagnie di trasporto, banche ecc.).

REQUISITI

Le conoscenze necessarie per svolgere la professione di Export Manager sono tante e diverse tra loro. In genere è richiesta una laurea, preferibilmente in Mediazione Linguistica con indirizzo Economia e mercati esteri,  Internazionale . Deve avere competenze  in strategie di marketing, in tecniche di transazione e di negoziazione, in formule assicurative, conoscere le procedure bancarie e contrattualistiche,  avere piena padronanza delle problematiche legate al trasporto e, infine, deve possedere una perfetta padronanza dei meccanismi tecnici di internazionalizzazione e di esportazione. Fondamentale è la conoscenza delle lingue, sia di quella inglese che delle lingue straniere dell’area geografica in cui si trova a operare. Oltre alle competenze tecniche, l‘Export Manager deve possedere ottime doti commerciali, intraprendenza, dinamicità, spirito d’iniziativa e la disponibilità a viaggiare. Una ampia competenza nelle tecnologie di promozione e social Media.

I recenti dati di Bankitalia sull’economia italiana  lo dimostrano : nel secondo trimestre in mezzo a tanti meno l’unico più che risalta è quello della voce sulle “Esportazioni di beni e servizi” (+2,4%).

Numeri che dicono sostanzialmente una cosa: le uniche imprese che non sentono la crisi e continuano a funzionare sono quelle che vendono all’estero.

Ecco perché questo profilo professionale, in un momento  in cui la domanda interna ha subito un forte calo e sono le esportazioni ad avere un ruolo trainante, sarà sempre più richiesta nei prossimi anni.

Ma qual è il profilo e quale percorso di studi o professionale bisogna compiere per poter aspirare a ricoprire un simile ruolo?

I compiti dell’export manager
Sulla base degli obiettivi  l’export manager ha il compito di selezionare i nuovi mercati, elaborare e mettere in atto le strategie più efficaci per accedervi e poi consolidare la distribuzione dei prodotti.

Di solito questo professionista opera su un singolo Paese, nel caso di mercati maturi, o in un numero di Paesi assimilati dal punto di vista geografico, ad esempio l’Estremo Oriente o il Sud Europa.

Dove inviare il curriculum
Attualmente è una delle figure che ricercano di più , per operare su diversi mercati: in Europa (in paesi come Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna) ma anche in Russia, Turchia e Paesi dell’Est, nell’area mediterranea e in Israele, negli Usa, in America Latina, nel Far East .

Ma in quali settori conviene puntare?

Le aziende alla ricerca di export manager sono solitamente realtà che all’estero vedono riconosciuta la loro leadership di mercato: non solamente grandi marchi, ma anche piccole nicchie di eccellenza del Made in Italy”.

Si tratta principalmente di aziende del settore alimentare  o in diversi settori del Made in Italy,  sia i grandi marchi sia realtà di media dimensione, come salumifici, pastifici, produttori di cioccolato, produttori di vino .

Per quanto riguarda il settore industriale, è meglio invece indirizzare il curriculum verso aziende della meccanica, ma anche della chimica o produttori di materie prime o componenti base per la realizzazione di altri prodotti.

I requisiti richiesti
Se come accade per molti laureati nelle università italiane si parla solo l’italiano è meglio lasciar perdere. Il primo requisito per un export manager, infatti, è la conoscenza e la padronanza delle lingue. Per questo Unitalia vi invita ad iscrivervi in una Scuola di Mediazione Linguistica dove ci sia questo indirizzo come ad esempio  i percorsi offerti dalla San Domenico: INDIRIZZO MEDIAZIONE LINGUISTICA MANAGEMENT PER SVILUPPO ECONOMICO E MERCATI INTERNAZIONALI

L’inglese è imprescindibile e viene richiesta almeno un’altra lingua europea, come francese, spagnolo o tedesco, ma anche la conoscenza di cinese, russo o altre lingue dell’Estremo Oriente può costituire titolo preferenziale o arricchire il curriculum: la tipologia di lingue richieste dipende strettamente dai Paesi in cui sarà richiesto di operare .

Per quanto riguarda la formazione, invece, si può accedere al ruolo di export manager da percorsi diversi, anche se la laurea e l’esperienza nel settore costituiscono elementi di differenziazione, ma come abbiamo precisato sopra è indispensabile l’indirizzo in  Mercati esteri e competenze elevate in più lingue straniere con obbligo della lingua inglese.

Il profilo del candidato ideale  è un laureato in Mediazione Linguistica con indirizzo economico e mercati internazionali  con una specializzazione sui mercati esteri e nel caso in cui l’export manager debba curare la vendita di prodotti dai contenuti molto tecnici competenze nei linguaggi settoriali tecnici per cui la conoscenza specifica costituisce un elemento preferenziale nella selezione.