Storia delle SSIT/SSML

Adriana Bisirri – Storia delle  Scuole per Interpreti e Traduttori  oggi  SSML 

Il Processo di Norimberga (novembre 1945 – ottobre 1946) segna la nascita dell’interpretazione  Simultanea (IS). Si affermò definitivamente poiché era necessario tradurre tutte le udienze in inglese, francese, tedesco e russo e utilizzando l’interpretazione consecutiva ( IC )avrebbe comportato   dei tempi troppo lunghi ed insostenibili.  I  primi interpreti simultaneisti dovettero imparare sul campo la tecnica anche se alcuni di loro già conoscevano la IC. Ebbero la possibilità di esercitarsi quando non erano di turno. Ogni interprete lavorava solo verso la madrelingua per al massimo due sessioni da 45 minuti al giorno e con un giorno di riposo ogni due lavorati. Quando non erano in cabina dovevano esercitarsi o effettuare traduzioni scritte.

Nuremberg Interpreter Recalls Historic Trials

https://youtu.be/cvY_1bMAZWY

 

il Processo di Norimberga fu il momento storico che segnò la svolta nell’interpretazione di conferenza. Il Tribunale Militare Internazionale decise che i criminali di guerra dovevano avere un processo equo e rapido. Per poterlo  garantire  era necessario che gli imputati e testimoni si potessero  esprimere ciascuno nella propria lingua e che il sistema di traduzione  fosse più veloce di quello allora conosciuto e in uso. Serviva un numero cospicuo  di interpreti  in grado di coprire tutte le combinazioni linguistiche presenti nello scambio comunicativo tra giudici, testimoni, avvocati, pubblici ministeri e giornalisti, ma occorreva anche una tecnologia che consentisse agli interpreti di velocizzare il loro compito.

Così, il colonnello americano e interprete Léon Dostert propose l’interpretazione simultanea e formò un’équipe di 100 interpreti per abituarli a tradurre oralmente in tempo reale i discorsi spontanei dei partecipanti attivi ai processi. Ciò  fu possibile grazie alla tecnologia dell’IBM, che aveva acquistato il sistema di interpretazione simultanea telefonica brevettato nel 1921 da Alan Gordon Finlay ed Edward Filene .Fu lo stesso Filene ad utilizzare per primo il termine “interpretazione simultanea” nel 1925.

La stessa strumentazione fu utilizzata dagli interpreti della Lega delle Nazioni, con la differenza  che gli interpreti traducevano i discorsi in anticipo per poi leggerli al microfono coprendo la voce dell’oratore. Gli interpreti del Processo di Norimberga avevano due compiti: tradurre simultaneamente “a vista” i documenti scritti e interpretare i discorsi spontanei dei partecipanti attivi ai processi.

A quel tempo erano in grado di interpretare a una velocità di 60 parole al minuto, per cui al sistema di trasmissione del suono dotato di console, cuffie e microfono dal lato interpreti, e a quello di ricezione del suono all’orecchio degli ascoltatori, si aggiungevano le luci dal lato oratori.La luce gialla indicava di rallentare, la luce rossa di fermarsi per consentire agli interpreti di recuperare le parti mancanti. Gli stessi interpreti  del Processo di Norimberga furono successivamente impiegati alle Nazioni Unite.

A partire dal secondo dopoguerra l’interpretazione si diffuse sempre di più e non solo in ambito politico bensì anche in campo economico-commerciale, socio-culturale e scientifico. L’istituzione di diverse organizzazioni internazionali governative e non, come l‘ONU, il WTO, la NATO e l’UE, comprese le relative tappe precedenti con CECA, CEE ,Mercato Comune, spinsero  la simultanea  a prevalere sulla consecutiva perché nelle riunioni plenarie consentiva un forte risparmio di tempo. Benché la consecutiva sia ancora usata negli incontri bilaterali, oggi nel mercato del lavoro la IS è sicuramente la forma di interpretazione più diffusa.

L’interpretazione simultanea fu impiegata anche dalla Lega delle Nazioni, grazie a Léon Dostert e Antoine Velleman; il primo fu interprete del Generale Dwight Eisenhower e coordinò anche il gruppo di interpreti del Processo di Norimberga, il secondo fu il primo direttore della famosa scuola interpreti di Ginevra.

La nascita degli istituti di formazione universitaria per interpreti di conferenza professionisti con l’aumentare dell’impiego di IC e IS è stata predominante per  la necessità di formare interpreti professionisti con competenze tecniche solide e non improvvisate.

Nel 1941 fu istituita la prima Scuola per Interpreti presso l’Università di Ginevra, alla quale seguirono altre scuole molto prestigiose come quelle di Vienna (1943) in Austria, Magonza (Germersheim), Heidelberg e Monaco in Germania, Georgetown a Washington, la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori (SSIT) a Milano (1951) solo professionale non di livello Universitario.  Successivamente le Scuole Superiori di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori in Italia: dapprima quella dell’Università di Trieste nel 1953 . Dopo la legge del 1986 nel 1989 sono nate le Scuole per Interpreti e Traduttori   e anche quella dell’Università di Bologna con sede a Forlì.