Nuovi profili professionali : dalla criminologia alla linguistica forense

In Italia con   la  Mediazione Linguistica   si stanno delineando   molti nuovi profili professionali che tuttavia bisogna saper organizzare dal punto di vista della formazione e del riconoscimento delle professioni. La formazione dell’interprete e traduttore   è stata riordinata per legge e si prevede una formazione triennale delle lauree in Mediazione linguistica e Magistrale in Interpretariato e traduzione. Per le  professioni si prevedono nuove ed interessanti  figure che potrebbero essere inquadrate come  mediatore linguistico  forense.

Le sentenze, le testimonianze, i codici verbali di polizia sono fondamentalmente documenti linguistici. Sia il mondo del diritto penale che  quello civile sono dominati dal linguaggio della legge e dalla sua interpretazione e in quest’ambito sia i linguisti che i criminologi hanno apportato in quest’ultimi anni un contributo cospicuo.

Quando parliamo di linguistica forense, le parole e l’analisi della terminologia sono molto importanti

Se si ama la linguistica e le lingue , probabilmente si è alla ricerca di una carriera in cui mettere a frutto le  capacità analitiche e l’ attenzione al dettaglio.  Non solo fare carriera nella linguistica forense  permetterà di lavorare nel  settore preferito, ma   darà anche l’opportunità di poter risolvere crimini.

Per dare un esempio nella vita di un moderno Sherlock linguistico, diamo alcune informazioni su come fare carriera nella linguistica forense:

Cos’è la linguistica forense?
Linguistica forense è un termine ampio che riguarda il rapporto tra lingua e legge.

Si riferisce comunemente all’esame linguistico di testi giuridici scritti e parlati , che si tratti di testamenti privati, lettere di suicidio, chiamate di emergenza o dichiarazioni di testimoni , al fine di decifrare i messaggi, comprendere il significato e, infine, risolvere i crimini.

Il tipo specifico di testo in questione varia a seconda delle aree di ricerca forense studiate  e qualsiasi forma di testo può essere considerata una trascrizione forense se utilizzato in un contesto legale o penale.

La linguistica forense potrebbe comprendere le seguenti aree:

Diritto – comprende l’interpretazione di testi giuridici e l’indagine su plagio e violazione del diritto d’autore.
Processi  – comprende l’interpretazione in aula, i colloqui investigativi e i colloqui di polizia.
Prove – comporta l’analisi di dichiarazioni, confessioni e note o lettere di suicidio.
Insegnamento e ricerca – comprende l’insegnamento della linguistica forense, lo studio del valore delle prove e la ricerca di nuove tecniche.

Lo studio scientifico del linguaggio varia dall’ identificazione all ’interpretazione dei significati espressi negli scritti, all ’identificazione della voce e al linguaggio legale.  Lo studio prevede l’interpretazione dei significati nelle affermazioni orali e scritte come ad esempio testimonianze, registrazioni ma anche mere traduzioni. La comunicazione legale include sia sistemi semiotici non verbali, come illustrazioni o gesti, sia  aspetti linguistici .

 

Il lavoro della linguistica spesso si basa su alcuni aspetti basilari:
il livello grafofonico inerente alla scrittura;
il livello lessicale: le parole, la grammatica
e il livello di eloquio;
tutti  legati ai fattori sociali e funzionali che ne determinano l’impatto sul modo in cui vengono utilizzati.   Da qui nasce la linguistica forense che ha come fine quello di promuovere lo studio del legame tra la linguistica e la legge.
Il fraintendimento linguistico può essere causato da un costrutto sintattico povero ed espressioni verbali che possono risultare  chiare ma inappropriate rispetto al contesto oppure una differenza tra la cultura di base dell interlocutore, (L1) che potrebbe essere il teste,  e la lingua d’arrivo (L2).
Unabomber il caso risolto grazie alla Linguistica

Ted Kaczynski,  noto come Unabomber, fu un terrorista dinamitardo attivo negli Stati Uniti a partire dalla fine degli Anni ’70.  Costruiva e spediva  pacchi postali esplosivi. In un arco di tempo di circa 20 anni, provocò 3 morti e 23 feriti.  Il desiderio era quello di colpire coloro che secondo lui rappresentavano i pericoli del progresso tecnologico. I bersagli erano infatti coloro che lavoravano nel campo della tecnologia: università e compagnie aeree (“UNiversity” e “Airline”, da qui il soprannome attribuito dai giornalisti).

Nel 1995, Unabomber spedì alle redazioni di diversi giornali un Manifesto, “La Società Industriale e il Suo Futuro”.  Promise di intensificare gli attacchi terroristici se il manifesto non fosse stato pubblicato da almeno uno dei giornali.

Da un’iniziale analisi del testo, gli investigatori riuscirono a stabilire la provenienza del terrorista, Chicago. Fu proprio questa la città da dove erano stati spediti o nella quale erano scoppiati i primi pacchi bomba. L’FBI chiese alla popolazione di individuare tra i propri conoscenti un soggetto corrispondente al profilo che potesse avere idee rivoluzionarie come quelle esposte nel manifesto. 

David Kaczynski riconobbe lo stile e le idee del fratello e contattò l’FBI. Consegnò alcune lettere che si erano scambiati in passato. Grazie all’analisi e al confronto con il manifesto, la task force incaricata alla cattura di Unabomber riconobbe l’identità del terrorista. Tra le somiglianze riscontrate, l’uso di “analyse” al posto di “analyze”, l’uso di “licence” anziché “license”. Inoltre, sia Unabomber che Ted Kaczynski utilizzavano una versione peculiare del proverbio “Have one’s cake and eat it too.” (che corrisponde al nostro proverbio “Avere la botte piena e la moglie ubriaca”): sia nel manifesto sia nelle lettere di Kaczynski, il proverbio era sostituito con  Eat one’s cake and have it too.”.

 Il mediatore linguistico  forense segue il processo accanto agli Avvocati , Giudici e al PM dall’inizio
fino alla fine ed è proprio grazie al suo lavoro, in qualità di linguista forense, che si riesce  ad ottenere  un giusto processo.
Il lavoro del  gruppo di studio composto da linguisti , psicoterapeuti, medici legali, sociologhi , antropologi ,  da legali civilisti e penalisti , da ricercatori  delle scienze forensi  sostiene che i metodi della linguistica , della psicolinguistica e sociolinguistica sono da definirsi  scientifici contrariamente  a quanto si tenderebbe a sostenere a livello generale e giuridico. Specialmente nel mondo delle professioni legali   si tende a non prenderle in considerazione  perché tali materie non sono cosi dogmatiche come le scienze fisiche.

Cosa fa il linguista forense?
I linguisti forensi esaminano le prove scritte e verbali, per aiutare a scoprire il significato corretto dietro una serie di testi trovati nei procedimenti giudiziari.

Potrebbe comportare qualsiasi cosa, dall’identificazione di un criminale attraverso l’esame del loro stile di scrittura, per capire se una persona sta mentendo attraverso l’analisi linguistica del loro discorso.

Sulla base del loro esame approfondito, sono quindi in grado di individuare modelli e formulare giudizi informati sulla base di una serie di fattori , tra cui la scelta delle parole, la struttura delle frasi, il dialetto e il vocabolario, il linguaggio settoriale.

Le conclusioni che si raggiungono potrebbero aiutare a determinare l’esito di un procedimento penale.

L’auspicio è che la linguistica forense insieme alla mediazione forense venga maggiormente utilizzata anche in Italia in ambito peritale dove sarebbe certamente molto utile e di supporto all’attività investigativa e come ricco apporto alla cultura legale.  Il mediatore linguistico forense ha il compito di accorciare le distanze tra lingue e culture ed è il protagonista del confronto tra le diversità culturali e linguistiche. Le aree d’intervento e di necessità del mediatore linguistico e culturale sono le più svariate.

 

La presenza di questa figura è richiesta nelle istituzioni pubbliche come Ministeri, enti pubblici e Regioni tanto quanto nelle istituzioni scolastiche, educative ed assistenziali, per agevolare e mediare il confronto con le problematiche della multietnicità ed interculturalità proprie delle diverse aree del paese. La volontà è  quella di rivelare quanto sia necessaria e fondamentale una figura come quella del mediatore linguistico e culturale forense, perché grazie a questa scienza  possiamo parlare di integrazione, uguaglianza dei riconoscimento dei diritti di tutti senza distinzione di razza, sesso e religione.

Che tipo di testi analizzano i linguisti forensi?

La tipologia dei testi  trattati da un linguista forense dipende dal caso a cui sono stati assegnati e dal tipo di reato oggetto di indagine.

Come linguista forense si possono analizzare:

Contratti
Testamenti
Confessioni
Trascrizioni telefoniche
lettere di suicidio
Lettere di riscatto
Avvertenze sul prodotto
Marchi e diritti d’autore
Dichiarazioni dei testimoni
Trascrizioni dei colloqui di polizia
Trascrizioni giudiziarie
Testi, e-mail e altre forme di comunicazione elettronica

Come  fare carriera nella linguistica forense?

Trovare lavoro nella linguistica forense in Italia  non è sempre facile .Bisogna acquisire  una serie di competenze, esperienze e qualifiche rilevanti per entrare nel settore.

Competenze

Oltre ad avere una conoscenza approfondita delle tecniche di analisi linguistica, e la consapevolezza di come la lingua influenza il significato , è necessario  anche possedere  serie di “soft skills” per entrare nel settore.

Si dovranno aggiungere nel   CV e aiuterà i selezionatori a prendere in considerazione   la candidatura  per:

Curiosità
Capacità di osservazione
Pazienza e determinazione
Attenzione al dettaglio
Buone capacità di comunicazione
Tatto e discrezione

Formazione

Il livello di formazione necessario per trovare un lavoro nella linguistica forense può variare, ma la maggior parte dei datori di lavoro cercherà candidati con un  diploma di laurea o diploma post-laurea in linguistica forense.

Le scelte più comuni per gli insegnamenti   da seguire nei corsi  di laurea in Mediazione Linguistica comprendono la linguistica, l’inglese, le lingue straniere, l’informatica, la comunicazione e  l’antropologia culturale.

Prendere corsi di sociologia, psicologia e comportamento umano (così come i programmi relativi a strumenti e tecniche forensi) sono anche un ottimo modo per ottenere una migliore comprensione del settore ,senza parlare  di sapersi distinguere  nelle scelte effettuate nel corso di studi.

Imparare un’altra lingua potrebbe anche essere essenziale per i ruoli che implicano la traduzione.

Esperienza lavorativa

In generale, i datori di lavoro daranno la precedenza alla  formazione piuttosto che all’esperienza di lavoro diretto , ma entrare nella linguistica forense come nuovo settore può essere difficile se non si ha alcuna competenza pratica.

Dopo aver conseguito la laurea , si può provare a fare  del volontariato o ottenere un posto di lavoro presso un’organizzazione in cui si desidera  lavorare, in quanto  potrebbe essere  un ottimo modo per entrare nel settore  e fare carriera .

Esperienze in campi simili come  lavorare nel sociale, nella traduzione e nei linguaggi settoriali possono migliorare le  possibilità di essere considerati, in quanto si dimostrerà ai datori di lavoro che si è in grado di comprendere il comportamento umano.

Inoltre, qualsiasi esperienza precedente in campo giuridico migliorerà anche la  conoscenza dei procedimenti giudiziari e  aiuterà a comprendere meglio i processi legati alla linguistica forense.

 

Nella Linguistica forense  la ricerca si articola in varie direzioni:



1) La fase delle indagini preliminari, con particolare attenzione alle intercettazioni telefoniche e ambientali in senso stretto  ed alle varie e complesse attività di verbalizzazione (d’intercettazione, di sommarie informazioni, di spontanee dichiarazioni, d’interrogatorio, d’informazione, d’udienza, ecc.), anche in rapporto alla loro ricaduta nel Processo.
2)  Processi penali (dal primo grado fino alla Cassazione), analizzati  dal Dibattimento  come evento linguistico ritualizzato e codificato e di interazione orale tipicamente asimmetrica fino alla Sentenza e ai successivi gradi di Giudizio.
3) L’interazione giudiziaria con persone in condizioni di svantaggio sociolinguistico e socioculturale: cittadini di estrazione sociale e culturale bassa, immigrati, donne, minori, persone con disagi/disturbi psichici, ecc.. Questo aspetto della ricerca  intende individuare sia i problemi interazionali di natura linguistica, sia gli eventuali stereotipi documentati nell’interazione.
4) La dialettologia forense: la dialettofonia all’interno dei procedimenti penali.
5) La conversione dell’oralità del Dibattimento nella trascrizione degli Atti.
6) I processi civili, anche in considerazione  d’impatto sulla cittadinanza; l’oralità e le tecniche di mediazione/conciliazione nel processo civile.
7) La procedura di scrittura degli operatori del diritto e la redazione dei provvedimenti. La videoscrittura in ambito giudiziario.
8) La comunicazione pubblica (scritta, trasmessa e telematica) delle Istituzioni preposte all’attuazione della Giustizia e alla prevenzione del crimine. La revisione linguistica e la semplificazione della comunicazione pubblica e di testi istituzionali.
9) La lingua settoriale giudiziaria . Come in tutti i settori della lingua italiana, l’analisi diacronica risulta fondamentale anche per la comprensione delle dinamiche sociolinguistiche attuali. Prendere in considerazione le sovrapposizioni e le interferenze fra lingua giudiziaria e lingua giuridica.
10) La formazione e l’aggiornamento linguistico dei professionisti del settore, a partire da una definizione delle competenze linguistiche indispensabili, da introdurre omogeneamente nella formazione professionale e nell’aggiornamento di: Operatori del diritto (Magistrati e Avvocati), Polizia Giudiziaria,  ecc.
11) La radio- e tele-trasmissione di processi penali e la rappresentazione massmediatica della Giustizia. La ricerca prende in considerazione ed analizza la mediazione linguistica dei giornalisti e le caratteristiche linguistiche dei diversi ‘contenitori’ mediatici (orali e scritti), sia in relazione alla rappresentazione della Giustizia in generale che alla cronaca giudiziaria. Sono inclusi fiction, talk show e altre trasmissioni televisive, documentari, film e produzioni cinematografiche. L’analisi è finalizzata anche a formazione e aggiornamento degli Operatori dei media, a partire da giornalisti, conduttori, ecc.
12) L’aggiornamento dei docenti, in modo che possano svolgere compiti di: a) educazione linguistica alla legalità democratica; b) educazione all’analisi di testi non letterari, interazioni asimmetriche, variazione del repertorio linguistico e usi speciali della lingua in ‘ambito giuridico e giudiziario. Attualmente, gli studenti non vengono quasi mai addestrati a leggere e comprendere una legge o a conoscere l’Istituzione Giustizia nei suoi meccanismi e contesti di attuazione, pur essendo la Giustizia una parte importante della vita pubblica e democratica di un Paese, a cui tutti i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente e responsabilmente. Gli studenti  sono spesso  privi di strumenti  per poter valutare autonomamente anche le informazioni che vengono loro trasmesse dai mezzi di comunicazione di massa.  Si tratta di fornire strumenti linguistici indispensabili anche per la realizzazione della  dimensione di “cittadini”.

13) La Giustizia nell’arte e nella cultura: la rappresentazione della Giustizia nella letteratura, nel cinema, nel teatro.

La ricerca intende  inoltre analizzare:

Lo studio del linguaggio della legge,  dei documenti legali  dei tribunali, della polizia, e degli ambienti carcerari;
 

  La riduzione del linguaggio in base  ai sistemi di disuguaglianza e svantaggio nel sistema giuridico;

La collaborazione e lo scambio di idee e informazioni tra le comunità legale e linguistica 
Passare dalla ricerca  alla pratica: con il miglioramento  e l’etica della testimonianza di esperti con la presentazione di prove linguistichel’ interpretariato e traduzione legali;
Migliorare l’ iterazione pubblica con la collaborazione tra linguisti e operatori della giustizia.

Obiettivi ulteriori

Ulteriori scopi comprendono:
Promuovere gli interessi dei linguisti impegnati nella ricerca per lo sviluppo e la pratica della linguistica forense;
Diffondere la conoscenza dell’ analisi del linguaggio e le sue applicazioni forensitra i professionisti della giustizia ;
Elaborare un codice di condotta in materia di deposizione in udienza, nella scrittura ufficiale, nelle relazioni,ecc;

Master Professionale in Interpretariato, Traduzione e linguistica forense on line

Per saperne di più

 

 

Il Mediatore Linguistico,Interprete Traduttore come grande conoscitore di storia e cultura delle lingue oggetto di lavoro

Giornali e commentatori hanno parlato dell’interprete del presidente Usa durante la conferenza stampa congiunta con il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, in visita a Washington DC. Hanno riferito  che il Presidente Donald Trump avrebbe detto che gli Stati Uniti e l’Italia sono uniti dalla condivisione di un’eredità culturale e politica antica migliaia di anni. Gli stessi giornali hanno osservato che gli Stati Uniti non solo non esistevano, ovviamente, ai tempi di Roma, ma l’intero continente americano non sarebbe stato scoperto prima di un altro millennio.

La realtà è molto diversa.  Trump non è uno storico raffinato né un docente universitario, ma un buisnessman, un uomo d’affari estremamente pragmatico e dalla comunicazione immediata ed efficace, non è un illetterato ed ha frequentato la Wharton School of Finance and Commerce dell’Università della Pennsylvania, una delle migliori facoltà di economia di tutte le università statunitensi, dove si è laureato in economia.

Il  discorso di Trumpf è stato completamente travisato o volutamente mal interpretato. “Gli Stati Uniti e l’Italia sono legati da un’eredità culturale e politica condivisa, antica migliaia di anni” ha detto Trump. “Dall’Antica Roma – ha specificato il presidente Usa – nei secoli il popolo italiano ha contribuito ad accrescere la civilizzazione con magnifiche opere d’arte, scienza, filosofia, architettura e musica. Lunedì scorso noi abbiamo dato il nostro tributo all’italiano che ha scoperto un Nuovo Mondo, un genovese che si chiamava Cristoforo Colombo. E per me quel giorno si chiamerà sempre Columbus Day. A qualcuno non piace, a me sì”.

Roma è stata intesa da Trump come culla della civiltà. E’ forse sbagliato? Non ha minimamente parlato di alcuna alleanza fra Usa e Italia, come dei giornali  hanno erroneamente scritto e riportato e ha detto  qualcosa di perfettamente sensato. Ha fatto riferimento al legame ideale tra i Padri fondatori americani e le istituzioni democratiche romane. I Padri fondatori americani   studiarono approfonditamente la storia e i classici dell’epoca repubblicana romana.  I  luoghi del potere americano sono pieni di riferimenti alla Roma repubblicana: dalle aquile ai fasci al Campidoglio al Panteon.

Come ha poi precisato anche l’account ufficiale della Casa Bianca “gli Stati Uniti e l’Italia sono uniti da un patrimonio culturale e politico condiviso che risale a migliaia di anni fa nell’antica Roma“.

OVAL OFFICE: President Trump FULL Meeting With Italian President

Per Saperne di più:

Ci sono molte similitudini fra Washington DC e la Città Eterna

Washington DC (District of Columbia)
La capitale federale degli USA  ricorda Roma  perché DC (come la chiamano gli americani) fu progettata e costruita alla fine del XVIII secolo e precisamente nel 1791, come la New Rome, la Nuova Roma.
Questa imitazione di Roma non c’è solo negli edifici monumentali e più importanti ma anche nelle decorazioni dei palazzi pubblici, costruiti in stile neoclassico nel XIX e XX secolo.

Il National Mall

Il centro monumentale e amministrativo, il National Mall.
Innanzitutto Capitol Hill, il quartiere della politica sede della Camera dei Deputati e del Senato.
Già dal nome , Campidoglio pensiamo a Roma. Poi la Cupola fu costruita ispirandosi alla cupola michelangiolesca di San Pietro in Vaticano.

 

L’affresco della cupola, l’”Apoteosi di George Washington”, fu realizzato dal pittore romano Costantino Brumidi, che a Roma lavorò per i Torlonia e per papà Gregorio XVI in Vaticano.

 

 

Emigrato poi negli USA, divenne a poco a poco l’artista ufficiale del governo, tanto da essere chiamato il Michelangelo Americano.

Washington DC è stata costruita in conformità ai principi  antichi. Il Campidoglio è una parte vitale del progetto . La caratteristica più importante di esso è naturalmente la sua cupola imponente, che ha un forte significato simbolico.  Sorprendentemente simile a quello di Piazza san Pietro in Vaticano, dove anche  un obelisco gigante è di fronte ad una cupola gigante.

Ritroviamo la stessa  disposizione  a Parigi, ad Astana e in molte altre città. Non è una coincidenza: questa disposizione comporta un importante significato alchemico. In quasi tutte le culture la cupola è stata associata con il principio femminile, il grembo, la matrice. Contrario ad essa è l’obelisco, l’antico simbolo fallico egizio che rappresenta il principio maschile.  Il tema dell’unione dei principi maschile e femminile è molto comune nell’architettura occulta ed è sicuramente la più facilmente riconoscibile.

 

STATUA DELLA LIBERTA’

In cima alla cupola del Campidoglio vi è l’enigmatica statua della libertà in piedi su una forma sferica, che probabilmente rappresenta la Terra. Intorno a questo globo è inciso il motto “E Pluribus Unum” (Da molti, uno).

La cupola del Campidoglio, nelle sue caratteristiche offre un quadro significativo e rivela la filosofia, gli obiettivi spirituali e politici dei Padri Fondatori.

Per Saperne di più:

https://astrambienteturismoroma.blogspot.com/2010/12/roma-e-gli-illminati-bernini-era-un.html

https://astrambienteturismoroma.blogspot.com/2010/12/bernini-e-gli-illuminati-il-simbolo.html

Fai clic per accedere a Padri_Fondatori_USA_Satanisti.pdf

 

DEONTOLOGIA PROFESSIONALE DELL’INTERPRETE E LA SUA INVISIBILITA’

Tanti giornali hanno parlato dell’interprete italiana  nell’incontro  tra il nostro Presidente Mattarella e il Preseidente Trump.

 

Elisabetta Savigni Ullmann, interprete ufficiale alla Casa Bianca e docente all’Università del Maryland è diventata famosa grazie a un video ormai diventato virale per via delle espressioni facciali  mentre cerca di “tradurre” o meglio   interpretare e a quanto dicono la maggior parte dei giornali, gli “svarioni” lessicali o cosa dice  il presidente USA.

E’ una fake news   che la“traduttrice” come erroneamente la chiamano i giornali, e cioè  l‘interprete  italiana  avrebbe reagito con quell’espressione incredula e sbigottita a ciò che diceva Trump.  Il video virale fa riferimento all’incontro tenutosi presso lo Studio Ovale, dove si è parlato  di tante cose interessanti . E’ sufficiente guardare il filmato completo per rendersi conto che non c’è assolutamente nulla di rilevante nell’espressione dell’interprete.

Come scrive anche l’ottimo articolo di  Deborah Giustini :  l’espressione della donna incaricata di interpretare in consecutiva in italiano le parole di Donald Trump non è di stupore, ma piuttosto di concentrazione,  per la difficoltà dell’interpretazione consecutiva . L’unico errore che l’interprete commette è quella di non rispettare le regole deontologiche dell’invisibilità che deve essere garantita ad ogni interprete. Il restare  “invisibile” un po’ nascosta dalla sedia degli oratori in questo caso del presidente Trump e non stabilire alcune regole deontologiche con i cameramen che non devono riprenderla altrimenti non concedere la liberatoria è stato l’errore principale che ha scatenato tutte le false notizie.

Questo articolo vuole porre l’attenzione sul ruolo di invisibilità che dovrebbe appartenere  a un interprete e su occasioni in cui invece alcuni interpreti, seppur assolvendo pienamente al loro incarico, hanno involontariamente attirato l’attenzione su di loro e, proprio per questo, sono diventati noti loro malgrado.

La dottoressa Elisabetta Savigni Ullmann, attualmente docente all’Università del Maryland e già interprete italiana dei passati presidenti Clinton, Bush e Obama, nonostante la sua pluriennale esperienza nel settore non è riuscita a risultare invisibile;

Nell’epoca dei social media, tali gaffe, dovute  anche all’ interprete, sono diventate virali nel giro di poche ore, così come le immagini ritraenti il volto quasi imbarazzato e sconcertato della Dott.ssa Savigni Ullmann. Twitter, Facebook e persino le principali testate giornalistiche hanno riportato e condiviso tali momenti imbarazzanti, mettendo in primo piano le espressioni facciali dell’interprete.

Su YouTube si può trovare il video completo dell’incontro tra il presidente Trump e il presidente Mattarella, ma anche molti altri video inerenti le difficoltà cui gli interpreti vanno incontro quando si trovano a dover riportare frasi non pienamente comprensibili o con cui si trovano forse in imbarazzo (qui sotto, ad esempio, trovate uno spezzone tratto dal programma americano The Daily Show in cui gli interpreti di personalità note, tra cui il già citato Presidente Trump, si trovano a dover rispondere in chiave ironica a questioni su tali impasse).

Il Presidente Trump non ha mai chiamato “Mozzarella” la più alta carica istituzionale dello Stato Italiano, come un filmato circolato in rete faceva intendere.

E’ possibile controllare la trascrizione  sul sito della Casa Bianca .

Ma chi è l’interprete ?

Si chiama Elisabetta Savigni Ullmann, interprete ufficiale alla Casa Bianca e docente all’Università del Maryland. Due anni fa, ospite d’onore in un convegno a Pisa sulla possibilità che l’intelligenza artificiale potesse sostituire l’interpretazione umana, spiegò che l’intervento umano non si basa soltanto sulla traduzione, ma su tantissimi aspetti «che vanno dall’espressione facciale alla mediazione culturale» e dunque a oggi il computer non può sostituire una corretta traduzione. Purtroppo l’interprete non deve interpretare le espressioni facciali ma ciò che dice un oratore , senza aggiungere né fraintendere ciò che l’oratore afferma. Deve comprendere ed interpretare il suo discorso basandosi anche sulla comunicazione non verbale e sulla cultura che la lingua contiene nelle espressioni, nel contesto e tanto altro . Forse un algoritmo nell’ascoltare le parole del presidente Usa davanti al nostro Mattarella sarebbe stato  meno oggetto delle Fake News  riportate dai giornali italiani. E chissà se l’algoritmo sarebbe stato in grado di interpretare meglio dei giornali le espressioni della traduttrice /interprete?

 

Portiamo ora un esempio di un nostro interprete  che si fa paladino dell’invisibilità del mediatore e di lui  conosciamo certamente più la voce che il volto, non solo in Italia, ma anche all’estero, ossia Paolo Maria Noseda. Interprete storico della trasmissione “Che tempo che fa”, oltre che di moltissime altre trasmissioni televisive e interprete personale di personaggi come Patti Smith e Roberto Saviano, nonché di altre innumerevoli personalità .

Nel suo libro “La voce degli altri”, Noseda definisce l’interprete come “colui che mette in comunicazione due mondi” e per farlo, afferma sempre l’autore in una sua intervista del 2013, “devi essere estremamente severo con te stesso e anche molto curioso. La curiosità è un po’ una chiave di volta di tutto. Stratagemmi no, piuttosto tanta tecnica”. E, aggiunge, molto studio e conoscenza della persona che dovrai tradurre, a voce o per iscritto. “Ho appena tradotto Eduardo Galeano. […] Io avevo letto due suoi libri e ho dovuto leggermene dodici. […] si deve conoscere quello che la persona ha fatto, il suo ambiente, dove vive, quello che fa, come si comporta tutti i giorni e, a volte, anche i pettegolezzi sono necessari. Solo così posso farmi un quadro di chi sia la persona che ho di fronte. Il mio lavoro non è semplicemente tradurre, ma entrare nel cervello e nel cuore delle persone e cercare di prendere un pezzettino di questo cuore e di questo cervello e farlo capire agli altri.

In merito a quanto sopra accennato riguardo il ruolo di invisibilità  dell’interprete, Noseda afferma: “La gente mi chiede perché non mi faccio intervistare da Fazio, il mio lavoro non è quello di essere intervistato: se io avessi voluto fare l’attore o il personaggio pubblico lo avrei già fatto. Ma il mio lavoro è stare dietro le quinte e prestare la mia voce nel miglior modo possibile per le persone se mi mettono nelle condizioni di lavorare. […] Riesco ad essere molto neutro sui personaggi che devo interpretare perché loro sono loro, non sono io.”

 

 

 

Corso di Laurea in mediazione Linguistica Interpreti e traduttori per studenti lavoratori

Inglese , francese, spagnolo e tante altre da attivare su richiesta sono  le lingue che si studiano alla SSML San Domenico per Interpreti e Traduttori Corso di laurea    promosso da UNITALIA per studenti lavoratori

Punti di forza

UNITALIA associazione delle professioni degli interpreti traduttori intende promuovere e sviluppare le peculiarità che sono della formazione offerta dalle SSML  in Italia, peculiarità che le distingue dalle “Università” italiane che  come tutti sappiamo hanno una formazione culturale e non professionalizzante orientata al lavoro. La nostra formazione mirata agli studenti  lavoratori intende offrire  una formazione con la frequenza in modalità blended on line coadiuvata dal grande lavoro dei tutor  che seguono gli studenti .

Il nostro corso offre:

  • un rapporto personale e diretto con gli allievi (riconducibile alla frequenza obbligatoria in modalità Blended e e all’impegno profuso a mantenere un numero ridotto di studenti )
  • la volontà di offrire solo percorsi formativi completi e rilevanti per l’inserimento nel mercato del lavoro
  • la scelta di reclutare il personale docente tra i professionisti di fascia alta del mondo della traduzione e dell’interpretazione, scegliendo solo interpreti o traduttori  professionisti che lavorano con UNITALIA e possono  aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro e della professione
  • A più di 25 anni dalla sua nascita, la peculiarità del sistema 3 + 2 permette oggi alle SSML di offrire un corso triennale pienamente riconosciuto e accreditato secondo il sistema universitario italiano (Mediazione linguistica, Classe L-12 delle lauree nazionali) e un biennio di specializzazione modellato a differenza delle “Università” su un sistema mirato alle reali Professioni dell’Interpretariato e della Traduzione  (Laurea  magistrale LM94  in traduzione Specialistica e Interpretariato di Conferenza).

Questa unica peculiarità delle SSML  consente a chi vi studia  di favorire la mobilità degli studenti e dei docenti, la spendibilità dei titoli, nonché la competitività e l’attrattiva delle istituzioni” che nelle parole della Dichiarazione di Bologna del 1998 costituisce l’obiettivo dei quasi 50 Paesi firmatari.

UNITALIA si avvale della piattaforma della SSML San Domenico per formare in modalità blended  gli studenti lavoratori

La SSML San Domenico per Interpreti e Traduttori è tra i pochi istituti di livello universitario in Italia a essere entrata a far parte del programma di traduzione e interpretazione  con UNITALIA  con formazione  con utilizzo di software professionale di traduzione assistita.

Per informazioni:

infocorsi@ssmlsandomenico.it

Presidente UNITALIA

bisirri52@gmail.com

 

 

 

 

 

 

Bellissima Festa di fine anno accademico stile anni 20 alla SSML San Domenico

Quest’anno la SSML San Domenico  ha festeggiato la fine dell’anno scolastico a tempo di jazz, a tema anni 20, con buffet, “red carpet”, premio per il miglior vestito, musica dal vivo, balli di gruppo e tanto divertimento. Non poteva esserci modo migliore per festeggiare la fine di un intenso anno di studio!

UNITALIA ha festeggiato insieme alle laureande, la prossima entrata come professioniste nelle attività dell’associazione.

La vincitrice Giulia Francescangeli, oltre ad essere una  grande ballerina, già conosciuta nell’edizione passata del Talent Show di fine anno è anche un’ottima studentessa piena di risorse . Non da meno sono le sue compagne di corso con lei nelle immagini di sotto.

 

 

 

 

Finalmente anche le SSML avranno la Laurea Magistrale LM 94:Pubblicato in G.U. il decreto sull’ istituzione dei corsi universitari di secondo ciclo per mediatori linguistici

Pubblicato in G.U. il regolamento recante modifiche al decreto 10 gennaio 2002, n. 38, per il riordino della disciplina delle scuole di cui alla legge 11 ottobre 1986, n. 697, adottato in attuazione dell’articolo 17, comma 96, lettera a), della legge 15 maggio 1997, n. 127.

Nell’articolo 1 si legge che il regolamento si applica alle scuole superiori per
mediatori linguistici di cui alla legge 11 ottobre 1986, n. 697.

Nell’art. 4  leggiamo che le Scuole Superiori per Mediatori Linguistici gia’ riconosciute ai sensi del decreto, e che hanno attivato corsi di studio di durata triennale da almeno sei anni, possono attivare previo accreditamento corsi di secondo ciclo di durata biennale.

I titoli di studio rilasciati all’esito dei corsi di secondo
ciclo sono equivalenti alle lauree magistrali della classe LM-94
«Traduzione specialistica ed interpretariato»

Il Decreto  è in vigore dal 19 giugno.

Finalmente dopo anni di attesa i nostri professionisti potranno continuare nelle loro sedi di formazione ed ottenere il titolo con le competenze desiderate , senza perdere tempo in altre sedi che non potranno  mai preparali alla professione di interprete di conferenza o traduttore per l’audiovisivo o altre professioni specifiche inerenti il mondo delle professioni in continua evoluzione.

Per saperne di più:

e-mail: bisirri@ssit.it

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MEMORIA ED INTERPRETAZIONE CONSECUTIVA E SIMULTANEA

Nell’interpretazione simultanea il discorso dell’oratore viene ascoltato, analizzato, suddiviso in segmenti di significato ed infine riformulato in un’altra lingua in un processo continuo in cui queste operazioni si susseguono e, in parte, si sovrappongono.

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Si tratta di un compito complesso che impegna tutte le facoltà dell’attenzione, cognitive e linguistiche dell’interprete: non è possibile seguire una buona prestazione in simultanea per più di 30 minuti consecutivi. Dopo questo tempo, intervengono segni di stanchezza che vengono percepiti dall’ascoltatore soprattutto come diminuzione della fluenza e della correttezza sintattica nell’espressione verbale dell’interprete.

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All’interno di questo periodo di efficienza traduttiva, il professionista esperto svolge il suo compito con relativa facilità  e con una fluidità che risulta chiaro e piacevole all’ascolto : come se l’interprete enunciasse un suo pensiero e non stesse traducendo quello di un’altra persona.

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Questa situazione ottimale si può raggiungere soltanto dopo un lungo periodo di esercizio   e si attivano meccanismi automatici per alcune fasi di questa attività, ad esempio il superamento dell’ostacolo dovuto alla sovrapposizione delle due voci, il ritrovare senza sforzo frasi ed espressioni nella lingua d’arrivo e la capacità di operare un certo distacco tra l’enunciato dell’oratore e la propria riformulazione.

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La memoria costituisce un elemento essenziale nel processo interpretativo.

Nella fase di ricezione del messaggio è necessario memorizzare quanto si è appena udito per poter analizzare e successivamente tradurre le informazioni ricevute : mentre l’interprete ascolta un segmento di discorso nella lingua sorgente (SL), egli sta riformulando nella lingua d’arrivo (LA) il segmento di discorso precedentemente enunciato dall’oratore.

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Come viene suddiviso e assimilato il messaggio in simultanea ?

 

Le parole vengono recepite a gruppi, o unità di significato, che corrispondono al numero di unità che la memoria a breve termine riesce ad elaborare. Contemporaneamente  è in attività anche la memoria a lungo termine ( che contiene le informazioni previe o enciclopedia di conoscenze) e la memoria a medio termine ( che conserva gli elementi essenziali e il “piano” del discorso)  quest’ultima operazione mentale consente di cogliere i rapporti tra le varie parti del discorso e in ultima analisi di comprenderne il significato.

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Per quanto riguarda l’intervento dei vari tipi  di memoria nell’interpretazione simultanea è attivata sia la memoria a breve, che si limita all’analisi fonologica del discorso udito, sia la memoria cognitiva che analizza il contenuto semantico.

Seleskovitch definisce i due tipi di memoria in ” memoria letterale ” e “memoria sostanziale”; afferma che il primo tipo di memoria viene attivato soprattutto per ricordare e tradurre numeri, serie di nomi ecc. mentre il secondo è essenziale per ricordare  il messaggio contenuto in un discorso. La memoria letterale, che si applica alla struttura superficiale del discorso , è di breve durata, mentre l’informazione, elaborata a livello più profondo, è conservata più a lungo, in forma astratta, nella memoria sostanziale.

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E’ difficile condurre studi sperimentali sugli aspetti  neurofisiologici e neuropsicologici della memoria in relazione all’interpretazione tanto più  è difficile realizzare una didattica ed una metodologia di carattere scientifico nell’insegnamento di tale disciplina.

 

Diversi studi sono stati condotti su aspetti dell’interpretazione simultanea. Tuttavia la letteratura su questo argomento non è molto ampia e vi sono tanti aspetti di questa disciplina che andrebbero ulteriormente indagati.

 

Mentre per l’interpretazione “consecutiva” possiamo parlare di metodologia per la presa di appunti che costituisce un ottimo strumento didattico, per l’interpretazione simultanea è più difficile creare una didattica ed una metodologia specifica.

 

 

Un dato interessante per condurre una ricerca in tale settore  è da considerare, che circa il 92 % della popolazione studentesca della SSML   Gregorio VII e della SSML San Domenico è costituita da donne. Una percentuale analoga di studentesse si riscontra anche nelle altre Scuole  per Mediatori Linguistici già SSIT aderenti ad AUPIU in Italia. Tale fenomeno si evidenzia in maniera maggiore tra gli interpreti professionisti che operano presso le organizzazioni internazionali iscritti ad UNITALIA.

Questi dati sembrerebbero indicare che le donne hanno una maggiore attitudine sia ad apprendere le lingue a elevati livelli di competenza che ad eseguire compiti complessi di natura motoria e cognitiva come quelli richiesti nell’ interpretazione Simultanea.

 

E’ possibile ipotizzare che tale predisposizione dipenda in parte dalla tendenza, nelle femmine, ad una maggiore simmetria cerebrale per le funzioni linguistiche e quindi, ad una maggiore partecipazione di entrambi gli emisferi a compiti linguistici complessi come l’interpretazione Simultanea.

 

Per quanto concerne la competenza linguistica degli studenti delle SSML, bisogna dire che l’interprete simultaneo deve avere una conoscenza approfondita di alcune lingue. Si accede con un esame di ammissione al primo anno, mediante il quale si valuta la conoscenza approfondita di almeno una lingua straniera , mentre la seconda lingua si accetta con conoscenze più modeste ed in alcuni casi  di studenti particolarmente motivati, si parte quasi da zero, offrendo un corso intensivo propedeutico prima dell’esame.

Memoria ed interpretazione

Nell’interpretazione simultanea  viene utilizzata maggiormente la memoria a breve termine.Tuttavia la memoria a lungo termine costituisce il bagaglio di supporto del mondo culturale che l’interprete deve possedere.

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Corso di Laurea on Line per diventare mediatori linguistici: opportunità per stranieri e studenti lavoratori

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In una realtà sempre più variegata e multietnica, abbiamo  oggi l’esigenza di formare una figura professionale volta a mediare tra culture e mondi diversi: si tratta del mediatore linguistico-culturale.

 

Questa figura professionale nasce per dare informazioni, per mediare differenze e difficoltà che si possono incontrare operando in vari settori dell’accoglienza. Il suo compito è quello di facilitare l’inserimento di cittadini stranieri immigrati in ambito scolastico, sanitario, lavorativo, giuridico, ecc., favorendo la conoscenza reciproca, impedendo gli eventuali conflitti, facilitando la comunicazione e l’inclusione.

 

La figura del mediatore linguistico è in continua evoluzione ed è arrivata ad interessare svariati settori, dal turismo alla moda, dalla sanità alla pubblica amministrazione. È una figura professionale  sempre più richiesta, da diverse aziende multinazionali presenti sul nostro territorio che necessitano di professionisti in grado svolgere rapporti commerciali internazionali.

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Ma come si diventa mediatore linguistico-culturale?  Occorre conseguire un titolo specifico come ad esempio la Laurea Triennale in Scienze per la Mediazione Linguistica, un percorso formativo proposto da UNITALIA e SSML San Domenico , Scuola Superiore per Mediatori Linguistici per cui il titolo di studio conseguito è equipollente a tutti gli effetti al Diploma di Laurea rilasciato dalle Università: esso ha valore legale sia in Italia che all’estero ed è utile per avanzamento di carriera, libera professione, inserimento lavorativo nel settore pubblico e privato.

 

UNITALIA offre un grande vantaggio a studenti lavoratori e stranieri mediatori culturali : la possibilità di conseguire la Laurea seguendo le lezioni online, in modalità e-learning e frequenza con laboratori e tutor dedicati . È possibile usufruire di un portale formativo attivo 24 ore su 24, di lezioni e valutazione continua , con la disponibilità di docenti esperti e qualificati.

 

 

Se tra i tuoi obiettivi vi è quello di diventare mediatore interculturale in contesti di migrazione, assistente linguistico e culturale nell’ambito della formazione e dell’educazione linguistica, operatore addetto alle relazioni internazionali in imprese e società italiane ed estere, operatore nel campo del turismo, ecc., allora il percorso di Laurea Triennale in Scienze per la Mediazione Linguistica proposto da UNITALIA rappresenterà il tuo passaporto lavorativo in Italia e all’estero.

 

Per ulteriori informazioni

Master professionale in Traduzione Audiovisiva on line

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Tradurre significa trasporre da una lingua ad un’altra il contenuto del testo originale. Facile a dirsi, difficile da attuare, specialmente quando si tratta del mondo dell’audiovisivo. Quanto è importante restare fedeli al copione/script di partenza?

Il master professionale intende formare, secondo gli standard richiesti dal mercato, una figura professionale che sappia tradurre e adattare nella propria lingua un’opera straniera, relazionandosi con l’intera filiera della post-produzione; occuparsi dell’inserimento di sottotitoli extralinguistici, intralinguistici e in diretta mediante software professionali; permettere l’accessibilità di opere multimediali ai non vedenti attraverso l’audiodescrizione.

 Obiettivi

  • Acquisire consapevolezza di tutte le fasi di post-produzione
  • Affinare l’uso dell’italiano per la produzione di liste dialoghi corrette nella forma e nella resa
  • Apprendere le strategie e tecniche della traduzione
  • Rielaborare e adattare il copione di partenza alla cultura di arrivo, in modo da suscitare le stesse emozioni tra i destinatari dell’opera
  • Apprendere le tecniche di oversound, simil-sync e sincronismo labiale per la sala di doppiaggio
  • Apprendere le tecniche e i protocolli di sottotitolaggio extralinguistico, intralinguistico e in diretta con utilizzo pratico di software professionali
  • Acquisire i fondamenti dell’audiodescrizione, le sue tecniche per il cinema, la televisione e i musei

Destinatari
Il master professionale si rivolge principalmente a:

  • Traduttori e/o Interpreti;
  • Studenti e/o professionisti con un livello B2 della lingua inglese (QCER) e/o il diploma di laurea triennale o titoli di studio equipollenti.
  • Appassionati della traduzione audiovisiva

Metodo Didattico

Il master professionale on line prevede di lezioni frontali in aula e  ore di tirocinio  (in presenza o in smart working). Inoltre, si prevede l’organizzazione di workshop e seminari che vedranno coinvolte personalità autorevoli del settore e la partecipazione ad eventi nazionali ed internazionali afferenti al mondo dell’audiovisivo.

Ogni studente sarà seguito singolarmente lungo tutto il percorso e riceverà correzioni e suggerimenti ad hoc, al fine di colmare le proprie lacune e rafforzare i propri punti di forza.  Il corso è strutturato in moduli con lezioni on line .

Modulo A

  1. Introduzione linguistica abbinata all’audiovisivo 
  2. Studio e interpretazione dei personaggi

Modulo B

  1. Pre-adattamento
  2. Adattamento dialoghi oversound, simil-sync e sincronismo labiale
  3. Audiodescrizione 

Modulo C

  1. Sottotitolazione 
  2. Sottotitolazione in diretta 

Stage e tirocinio

Sono previste  tirocini  con sale di doppiaggio e sottotitolaggio. Nelle scorse edizioni è stata aperta una collaborazione in convenzione con  aziende di settore.

Conseguimento del titolo finale

Il conseguimento del titolo è subordinato  allo svolgimento delle esercitazioni assegnate dai docenti ed alla partecipazione alle attività extracurriculari (seminari, workshop, tirocini…). Al termine delle lezioni frontali e del tirocinio verrà rilasciato un “Certificato di raggiunta Professionalità”.

Modalità di Iscrizione

L’ammissione al master professionale è subordinata alla valutazione del proprio curriculum da allegare alla domanda e da spedire a:  bisirri@ssit.it

E’ previsto inoltre un colloquio conoscitivo/valutativo, volto a valutare le conoscenze del candidato e la sua attitudine allo svolgimento della professione, nonché una prova di traduzione on line.

Info:

bisirri@ssit.it

 

 

Corsi per lavoratori con UNITALIA in scienze della mediazione linguistica (Laurea L-12)

UNITALIA & SSML San Domenico : Corso Triennale in scienze della mediazione linguistica (Laurea L-12) per lavoratori

un progetto per il futuro

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Corsi per i nostri professionisti: studiare e prepararsi per il mondo del lavoro

UNITALIA, l’Associazione degli interpreti , traduttori, mediatori linguistici adattatori dell’audiovisivo  offre, a tutti coloro che per motivi territoriali, lavorativi o personali, faticano a frequentare l’università, la possibilità di seguire corsi di formazione on line  e con frequenza di un sabato al mese con   lezioni , laboratori,esercitazioni pratiche offerte dai docenti sul portale  che si concludono con il rilascio di un titolo valido per confermare la propria professionalità all’interno del mondo del lavoro oppure per continuare la propria formazione in ambito accademico.

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Corso triennale in Mediazione Linguistica per il Management e Sviluppo del Territorio : l’offerta formativa per i lavoratori e professionisti aderenti a UNITALIA

Il servizio di orientamento di UNITALIA si rivolge quindi ad un target ampio e particolarmente differenziato: a studenti degli ultimi anni degli istituti superiori che intendono lavorare e studiare, a tutti coloro lavorano e intendano iscriversi all’università o a chi desidera riprendere carriere di studio interrotte, a chi intende riqualificarsi. UNITALIA offre una valutazione del curriculum totalmente gratuita, adatta per il riconoscimento di crediti formativi universitari (Cfu) da spendere nel nuovo percorso  attraverso piani di studio personalizzati. Attraverso il sito web si possono  visionare e confrontare i vari piani di studio e gli indirizzi  per lavoratori , individuare così la carriera migliore per il proprio futuro in ambito professionale.

Il corso per lavoratori rappresenta quindi la soluzione ideale per tutti coloro che lavorano e non possono frequentare l’università per questioni di tempo, per chi ha la facoltà di interesse lontano da casa oppure, infine, per chi non può spostarsi per problemi di salute o difficoltà familiari. In tutti questi casi non resta che dare un’occhiata all’offerta  proposta  da UNITALIA  che permette agli aspiranti studenti di conseguire l’ambito titolo di studio  e frequentare con esercitazioni pratiche offerte in presenza e on line direttamente  dal proprio docente.

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I corsi di laurea a distanza selezionati da UNITALIA fanno dunque parte della formazione  costituita da processi di insegnamento e apprendimento basate sull’utilizzo di avanzate tecnologie hardware e software (computer, linee telefoniche, e-mail, listserver, newsgroup, conferencing system e pagine web) e da una collaborazione tra docenti e discenti rapida e immediata.

Corsi  triennale in mediazione linguistica Laurea L-12 , l’eccellenza  della formazione con UNITALIA l’associazione degli interpreti traduttori,adattatori dell’audiovisivo

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I corsi proposti dalle SSML  e selezionate da UNITALIA aprono agli studenti lavoratori, una volta conseguito il titolo , la possibilità di percorrere nuove e interessanti strade professionali. Partecipare a questi corsi, infatti, rende concreta l’opportunità di accedere alle professioni di interprete traduttore , di adattatore per i servizi cinetelevisivi e prepararsi  a intraprendere altre professioni , permette inoltre di partecipare a ogni tipo di concorso pubblico o privato e di migliorare le opportunità della propria carriera lavorativa e del proprio futuro.

UNITALIA supporta in questo modo tutti coloro che vogliono intraprendere una carriera universitaria professionalizzante: grazie ad un accordo con la SSML San Domenico  si possono così abbattere le difficoltà di coloro che lavorando non possono frequentare. Il corso offerto a tutti i lavoratori  è un corso con possibilità di frequenza il sabato una volta al mese potendo così  usufruire di un servizio di alto livello  coadiuvato da lezioni , esercitazioni e laboratori con l’assistenza dei docenti con materiali offerti nella piattaforma on line, un valore aggiunto, per un portale che si propone di rendere la formazione dei corsisti  ancora più completa e approfondita, davvero importante.

Per saperne di più