Studenti e professori sostengono la formazione  a distanza al tempo del Nuovo Coronavirus

e-Learning

Molti esperti ministeriali dell’istruzione e dell’università, esperti del settore discutono ora sul futuro dell’apprendimento online. La discussione è importante in questo momento perché  centinaia di università  e istituti di ogni ordine e grado in Italia e nel mondo hanno fortemente consigliato di attivare le lezioni online a causa della diffusione del nuovo coronavirus.

Da sempre UNITALIA ha creduto nella formazione on line e  invitato i suoi aderenti a formarsi ed aggiornarsi  a distanza. L’ascesa dei programmi di studio offerti su internet o online ha portato a importanti miglioramenti nell’istruzione in genere , in quella  superiore  universitaria e soprattutto nell’aggiornamento professionale.

In realtà la formazione on line consente s molta più libertà a chi desidera formarsi in termini di come, quando e dove apprendere.

Le SSML e le università di tutto il mondo sono alla ricerca di nuove tecnologie e metodi per dare una formazione di alta qualità fuori  dalle strutture fisiche ,dai campus e al di fuori del normale orario di lavoro. La decisione delle autorità  in Italia di sospendere le lezioni in presenza  a causa   del nuovo coronavirus ha dimostrato quanto possa essere importante l’insegnamento online. E la domanda di tali programmi è in aumento.

Un settore  sempre più crescita.

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Ma quali sono  le tecnologie migliori? Quali utilizzare? Quali quelle più gradite e interattive?

UNITALIA ha da sempre sostenuto e creato percorsi  di formazione  superiore per tutti coloro che altrimenti non avrebbero potuto ottenere una laurea o non avrebbero potuto aggiornarsi per migliorare la propria occupazione lavorativa. Per diversi motivi: perché studenti lavoratori, per motivi di salute, di distanza dai luoghi di formazione in presenza e altro.

 UNITALIA è una delle tante Associazioni di professionisti che collabora con le Scuole Superiori di Mediazione Linguistica e con Università aderenti ad AUPIU come UNIMARCONI  per creare strumenti di studio online e programmi interattivi completi. Tramite programmi e laboratori multimediali le classi si incontrano anche online tramite videoconferenze e altre modalità telematiche. In questo modo, gli studenti sono in grado di comunicare tra loro e con i loro professori anche quando sono lontani dalla classe in presenza.

L’apprendimento online permette anche agli studenti lavoratori a tempo pieno e sostengono le famiglie, di studiare  e formarsi nel loro tempo libero. Utile anche per tutti  coloro che potrebbero avere difficoltà a frequentare una sede universitaria, come gli studenti disabili o coloro che vivono lontano da qualsiasi scuola  o università.

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Ricerche recenti  organizzate da UNITALIA evidenziano  che la maggior parte degli studenti delle SSML  preferisce l’insegnamento in presenza. Inoltre  le SSML tramite comunicazioni  e disposizioni ministeriali hanno fatto esperienza di  una certa diffidenza all’utilizzo di programmi integrati on line anche da  organismi di governo  e soprattutto da parte del Ministero. Ne è un esempio il  DECRETO 3 maggio 2018, n. 59 (Regolamento recante modifiche al decreto 10 gennaio 2002, n. 38, per il riordino della disciplina delle scuole di cui alla legge 11 ottobre 1986, n. 697, adottato in attuazione dell’articolo 17, comma 96, lettera a), della legge 15 maggio 1997, n. 127) dove all’articolo 10 comma 5  si afferma  che:

“5. I corsi di secondo ciclo, in considerazione della loro natura professionalizzante, non possono essere erogati in modalità telematica”.

Non si hanno  chiare linee politiche e ministeriali che possano orientare i formatori e le strutture scolastiche e Universitarie ad integrare la loro didattica con piattaforme appositamente create per erogare ed integrare corsi a distanza.Forse ora a causa del Coronavirus le cose cambieranno.

Da diversi anni UNITALIA ha avviato una ricerca  orientativa  chiedendo agli studenti  se amano il sistema BLENDED on line o la formazione completamente a distanza.  La convenzione  con alcune Università Telematiche  e il sondaggio  effettuato su tutti gli studenti che frequentavano i laboratori presso le SSML con la laurea Magistrale LM/38  in convenzione con la UNIMARCONI,  ha evidenziato  che tutti gli studenti frequentanti tali laboratori  preferivano l’insegnamento in presenza .

Gli studenti vedono le lezioni in classe come opportunità per interagire con gli istruttori, i coetanei e di interagire con  i contenuti; inoltre  hanno dimostrato la soddisfazione di appartenenza verso la loro sede di formazione per la loro esperienza  diretta con le tecnologie dimostrando una certa avversione ad interagire con i professori e i contenuti  forniti in telematica. Anche gli studenti lavoratori che seguivano corsi in modalità blended hanno detto di preferire la formazione in presenza anche se limitata al fine settimana a causa dei loro impegni di lavoro.

Comunque  lo studio di UNITALIA si è concentrato principalmente sulle opinioni degli studenti tradizionali, cioè quelli tra i 20 e i 24 anni.   Non ha preso in considerazione gli studenti o i professionisti  di settore .

L’apprendimento personale è particolarmente importante nella formazione della Mediazione Linguistica scritta e orale, dell’interpretariato sia consecutivo che simultaneo anche se gli studenti devono sempre più essere preparati alle sfide della videoconferenza e del’apprendimento a distanza.  E’ da sottolineare inoltre che la formazione  online non potrà per alcuni corsi universitari, prendere il posto delle lezioni in presenza come nel caso della formazione sanitaria dei medici , degli infermieri  e di tutte quelle professioni dove la parte laboratoriale esperenziale è estremamente importante.

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Gli studenti hanno bisogno di sperimentare quello che stanno imparando, di cui leggono o sentono parlare in classe e devono integrare il  loro apprendimento con una parte fornita dai loro docenti e formatori  a distanza. Inoltre la formazione  e.learning aiuta il formatore o il docente in quei casi in cui lo studente per diverse difficoltà non può raggiungere l’istituto o la propria sede universitaria. L’oggetto principale del nostro studio è fornire tutti gli strumenti utili per apprendere e aggiornarsi, pur non sapendo  ancora  in che misura la tecnologia possa facilitare tale  processo.

Il problema non è solo l’esperienza dell’utente. UNITALIA ha studiato diversi programmi  open source online, noti come MOODLE, GOOGLE CLASSROOM ecc.

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Un Learning Management System (LMS),  sistema di gestione dell’apprendimento, è uno strumento essenziale per la didattica e l’apprendimento e permette l’erogazione dei corsi in modalità e-learning.

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Alcune piattaforme analizzate:

La prima proposta è Moodle, uno dei sistemi di gestione dell’apprendimento più diffusi e del tutto gratuito. Moodle (acronimo di Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment, ambiente per l’apprendimento modulare, dinamico, orientato ad oggetti) è senza dubbio uno degli LMS open source più popolari, completi ed apprezzati. Include un sistema di amministrazione  facile,strumenti di monitoraggio dell’apprendimento dei discenti e anche del supporto multimediale.

 Moodle,  è probabilmente quella più famosa. Esiste dal 2002 ed è molto utilizzata in tutto il mondo.

È la piattaforma utilizzata da UNITALIA  per aggiornare i nostri aderenti , un sistema integrato in grado di creare degli ambienti di apprendimento personalizzati. Prevede vari pannelli dai quali è possibile scaricare i documenti, seguire lo studente e ricevere supporto multimediale. È possibile anche creare dei corsi ottimizzati per il mobile e integrare funzioni aggiuntive.  Moodle   offre tutti  gli strumenti di personalizzazione dei singoli corsi  che danno il vantaggio della libertà di modellare il sito a proprio piacimento.

Link utili: Download Moodle – Demo Moodle

ILIAS

ILIAS

ILIAS (acronimo di Integrated Learning, Information and Work Cooperation System) è stato rilasciato per la prima volta nel 1997 dall’Università di Colonia, in Germania. Nel 2000 è diventato open source sotto licenza GPL.

ILIAS può essere utilizzato come un gestore flessibile di corsi,come piattaforma di collaborazione e comunicazione. Per queste sue caratteristiche, è utilizzato in molte aziende, scuole ed università.

Link utili: Download ILIAS – Demo ILIAS

 

A nostro parere, un LMS dovrebbe avere  obiettivi importanti come quelli di favorire l’auto-apprendimento, il blended learning, l’active learning e la comunità virtuale di apprendimento.

Basandoci su queste caratteristiche, abbiamo scelto quelle LMS che non solo soddisfano tali requisiti, ma che offrono anche elevati standard di progettazione:

La scelta definitiva dovrà ovviamente dipendere dall’analisi delle requisiti richiesti, delle necessità formative da soddisfare e degli obiettivi didattici da perseguire.

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Forma LMS

Forma LMS è un fork di Docebo, che eredita la solidità di quest’ultimo ed implementa diverse caratteristiche migliorative rispetto a Docebo, in particolare per quanto riguarda la funzionalità, la stabilità e le prestazioni.

E’ un progetto totalmente italiano, manutenuto in network da 4 diverse aziende.

Forma LMS mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per la gestione di utenti, gruppi e classi, permette la generazione automatica di certificati di frequenza, consente di vendere i propri corsi online, supporta il monitoraggio dell’apprendimento dei discenti .

Sicuramente è un LMS da tenere in considerazione  visto che è un progetto abbastanza recente (la prima versione di Forma LMS è  della fine 2013).

Link utili: Download Forma LMS – Demo Forma LMS

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OLAT

 Open OLAT è un software LMS svizzero, ampiamente diffuso e disponibile anche in forma completamente Open Source.
OLAT  consente di organizzare un corso di e-learning e assicurare la collaborazione tra gli utenti. Anche questa piattaforma dà la possibilità di valutare i progressi degli iscritti, pianificare le attività in agenda, ricevere notifiche email, archiviare file e ottenere certificati. L’aggiunta di nuovi utenti ai corsi è molto semplice ed è immediata la creazione di cataloghi di corsi. La piattaforma è compatibile a tutti i browser e risulta facilmente accessibile da ogni tipo di dispositivo.

 

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C’è un grande dibattito in questo momento di crisi da Coronoavirus e l’istruzione superiore online è ora l’unica risorsa che abbiamo  e ci dobbiamo preparare in questo settore ancora non del tutto esplorato dagli istruttori ,professori, docenti on line.

Presidenza Unitalia

 

Formazione on line UNITALIA : Impresa 4.0 Puntare ed Investire su Formazione Innovazione e Digitale

Bisogna saper investire sulla formazione puntando sulle nuove Tecnologie per lo Sviluppo delle professioni e far crescere l’occupazione.  Dobbiamo cogliere le sfide di questo periodo dove vari decreti del governo ci costringono a casa e a usare la formazione a distanza  per formare e comunicare.  Operare nuovi investimenti nel settore della formazione  significa costruire una vera cultura dell’innovazione. Ma come?

Corso di Laurea in Mediazione Linguistica per una Formazione 4.0

Le Scuole di Mediazione Linguistica devono  puntare sull’innovazione e sul digitale e su nuovi investimenti per la formazione nel settore dell’impresa. Anche le Associazioni come UNITALIA  e Confassociazioni devono fare la loro parte aggiornando i professionisti con corsi e Master.

Serve innovare l’intera economia e per farlo occorre ancora di più  puntare sulla formazione ad ogni livello.

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Lo spirito Impresa 4.0 è stato promosso dalle istituzioni:  si  tratta  di un lavoro  di incentivazione culturale all’ammodernamento delle imprese: con Industria 4.0 il Governo italiano sta cercando di intervenire sul tessuto delle imprese italiane (in gran parte piccole e medie) attraverso un sistema di incentivi con lo scopo  di contribuire all’innovazione e all’ammodernamento dell’intero sistema Paese.
Chi investe in tecnologia pur operando nei servizi o nel terziario avanzato può avere diritto alle risorse messe a disposizione come incentivi, e in questo modo è spinto a investire in tecnologie necessarie a competere nel nuovo mercato globale.

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Il caposaldo di Impresa 4.0 sarà il credito d’impostaper la “formazione 4.0“, che con la legge di Bilancio è a disposizione delle imprese che effettueranno una spesa incrementale in formazione.

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In ritardo sia l’esecuzione dei lavori per la posa della fibra ottica, sia i competence center“,  denominazione inglese che identifica i centri di competenza che dovranno mettere in sinergia università e imprese.

Secondo un rapporto della multinazionale di consulenza McKinsey, le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell’ambito di quattro punti principali di sviluppo: il primo riguarda l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività, e si declina in big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione.

IL secondo è quello degli analytics: una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore. Oggi solo l’1% dei dati raccolti viene utilizzato dalle imprese, che potrebbero invece ottenere vantaggi a partire dal “machine learning”, dalle macchine cioè che perfezionano la loro resa “imparando” dai dati via via raccolti e analizzati.  Il terzo punto  di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch”, sempre più diffuse, e la realtà aumentata.  Solo per fare un esempio la possibilità di migliorare le proprie prestazioni sul lavoro utilizzando strumenti per la formazione come i Google Glass.

Entro il 2020 si stima che il mercato delle tecnologie di sviluppo per la realtà aumentata e virtuale raggiungerà oltre i 150 miliardi di dollari di fatturato. Ma di cosa parliamo quando ci riferiamo a Augmented Reality? La realtà aumentata si può pensare come un sistema di grafica interattiva che permette di intervenire su un flusso di immagini video live, che modifica la realtà aggiungendo in real time contenuti e animazioni virtuali. Può essere dunque definita come una tecnica di realtà virtuale, attraverso cui si aggiungono informazioni alla scena reale. Questo processo avviene attraverso piccoli visori sostenuti, come i caschi immersivi, supporti montati sulla testa che permettono di vedere la scena reale attraverso lo schermo semitrasparente del visore (see-through), utilizzato anche per mostrare grafica e testi generati dal computer. 

Quali i settori in cui l’AR è maggiormente impiegata?

I settori interessati dalla crescita delle tecnologie di realtà aumentata saranno, secondo le stime di Goldman & Sachs, quello dei giochi che potrebbe raggiungere guadagni per oltre 11 miliardi di dollari con una platea di utenti di oltre 216 milioni di individui, seguito dal settore intrattenimento che complessivamente riguarderebbe una platea di 175 milioni di utenti per un mercato di circa 4,1 miliardi di dollari per gli eventi live e 3,2 miliardi di dollari per il video entertainment.

Nel prossimo decennio si stima che tutto l’ecosistema legato alle tecnologie AR/VR raggiungerà gli 80 miliardi di dollari (di cui 45 miliardi per l’hardware e 35 per il software).

Come la VR cambierà istruzione e turismo

Tra gli altri ambiti maggiormente influenzati da un crescente utilizzo di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, l’istruzione e il turismo sono quelli in cui gli italiani si aspettano i maggiori cambiamenti. Secondo il 55% degli early adopter la VR trasformerà le modalità di insegnamento e apprendimento nelle scuole, con spazi virtuali all’interno delle aule.

Queste nuove tecnologie daranno vita anche a un nuovo concetto di turismo: per il 21% degli italiani sarà possibile esplorare le destinazioni tramite mappe che integrano informazioni accessibili in Realtà Aumentata e per il 25% si potrà viaggiare virtualmente insieme ad altre persone.

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Il tour operator Ancient & Recent propone un tour che permetterà a tutti visitatori del Colosseo di usufruire durante la visita culturale in compagnia di una guida turistica autorizzata, di una esperienza di visita virtuale, multimediale, multisensoriale completamente immersiva indossando dei Visori Samsung Gear VR che attraverso il sistema della realtà virtuale ed un software in multilingua che integra una ricostruzione storica 3D animata ed interattiva, porterà indietro nel tempo i visitatori.
I visitatori potranno camminare “live” nella piazza, ammirando la maestosa statua di Nerone, la Meta Sudans, il Tempio di Roma e Venere; all’interno dell’arena, tra il ruggito dei leoni feroci e i combattimenti dei gladiatori ed, infine, all’interno dei misteriosi sotterranei.
Una voce narrante in multilingua e sfondi musicali epici accompagneranno la visita.

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Il cloud

Negli ultimi anni l’ascesa del cloud computing ha avuto un grande impatto sulle società. I settori più attivi nella cloudification sono il manifatturiero, le banche, telco e media, che fruiscono dei vantaggi del cloud utilizzando i servizi di gestione dell’advertising e delle infrastrutture, per esempio, per lo streaming video per supportare le attività.

Nell’era digitale, dunque, usufruire di servizi cloud  diventa indispensabile per tutte le imprese che si trovano a gestire un gran numero di dati e informazioni.

Alcuni esempi di cloud computing tratti dalla vita informatica quotidiana

Quando  navighiamo  su Google, digitando una  ricerca, in realtà stiamo usando delle soluzioni di cloud computing. Il  computer  invia la richiesta alla rete di una delle migliaia di cluster di computer di Google, che elaborano le informazioni cercando ciò di cui abbiamo bisogno e chiedono al  PC di visualizzare i risultati. Le operazioni più onerose vengono fatte da una macchina residente in California, a Dublino, a Tokyo o in una delle tante altre parti del mondo e si trovano a gestire un gran numero di dati e informazioni.

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Quale sarà il futuro dell’istruzione?

La realtà virtuale è sicuramente l’ultima grande innovazione tecnologica che si prepara a irrompere sul mercato.  Sono già tanti gli headset (nome tecnico che indica gli “occhialoni” che indosseremo per entrare nel mondo virtuale) sul mercato.
Oculus Rift è la console più attesa, che promette di rivoluzionare il mondo degli appassionati di videogiochi, permettendo loro di muoversi negli ambienti virtuali a 360°, con piena libertà e sperimentando una sensazione di totale immersione.
Ma la realtà virtuale non avrà ripercussioni solo per il mondo dell’intrattenimento, visto che già adesso si sta lavorando sui possibili risvolti per quanto riguarda l’informazione, i documentari, lo shopping e altro ancora. L’aspetto però forse più importante riguarda la possibilità che la realtà virtuale possa rivoluzionare il mondo dell’istruzione.

Pensate a una classe di studenti che, invece di studiare leggendo libri di testo e guardando le immagini, possa letteralmente viaggiare in uno spazio virtuale ricreato in tutti i dettagli. Assistere in prima persona alla costruzione delle piramidi, o muoversi liberamente per Parigi, Londra o Roma visitando i luoghi più suggestivi.
Tutto questo non è fantascienza, ma già realtà.  Gli studenti  del San Francisco Unified School District in California e delle Polk County Public Schools in Florida, che sono state dotate della console di realtà virtuale appositamente pensate per l’educazione, Nearpod. Secondo uno dei principali investitori dietro questo progetto, Brandon Farwell, l’utilizzo per l’istruzione di Nearpod rivoluzionerà l’educazione, consentendo di coinvolgere attivamente tutti gli studenti e rendendo molto più facile stimolare l’interesse e la curiosità anche degli studenti più distratti.

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Il costo di questi dispositivi non è elevatissimo (già oggi se ne trovano a poco più di 100 euro) e che moltissimi ragazzi li avranno già a casa per usarli come videogame, non è difficile immaginare che in un futuro forse non troppo lontano tutti gli studenti si recheranno nelle scuole inserendo nello zaino anche gli occhialoni per la realtà virtuale.

Nella foto un simulatore di realta virtuale

Google Classroom è un servizio gratuito per le scuole, le organizzazioni non profit e tutte le persone che dispongono di un account Google personale. Classroom permette a studenti e insegnanti di rimanere in contatto più facilmente, dentro e fuori dalle scuole. Inoltre, consente di risparmiare tempo e carta e semplifica la creazione di corsi, la distribuzione di compiti, la comunicazione e l’organizzazione.

I vantaggi di Classroom sono numerosi:
• Facile da configurare. Il docente  può aggiungere gli studenti direttamente o condividere un codice con lo studente per permettere  di registrarsi.
• Risparmio di tempo. Il flusso di lavoro , semplice e senza documenti cartacei, consente al docente di creare, rivedere e valutare rapidamente le esercitazioni assegnate.
• Organizzazione  efficace. Lo studente è in grado di visualizzare le esercitazioni in un’apposita pagina, mentre tutto il materiale del corso (come lezioni, documenti, foto e video) viene archiviato automaticamente in cartelle di Google Drive.
• Comunicazione migliorata. Classroom consente al docente di inviare annunci e di avviare discussioni con gli studenti in un attimo. Gli studenti possono condividere risorse tra di loro o fornire risposte alle domande nello stream.
• Convenienza e sicurezza. Come gli altri servizi di G Suite for Education, Classroom non include annunci promozionali, non utilizza mai i  contenuti postati o i dati degli studenti a fini pubblicitari ed è gratuito.

Infine c’è tutto il settore che si occupa del passaggio dal digitale al “reale” e che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni.

Il futuro sarà della mediazione linguistica , della conoscenza delle lingue, delle tecnologie  digitali e della formazione avanzata e competitiva.

Il “Girotondo” durante il periodo della peste nera

Articolo di GUSTAVO LEGUIZAMON

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“Ci siamo mai fermati a riflettere sul significato delle canzoni che canticchiavamo per ore gioendo di ingenui giochi infantili durante i lunghi pomeriggi della nostra spensierata fanciullezza?

Le canzoni costituiscono buona parte del coacervo culturale di una società e ne restituiscono una perfetta fotografia.

Le nostre abitudine diventano prima consuetudine ed infine diventano routine e senza rendercene conto arrivano a dare forma a larga parte della nostra quotidianità.
La quotidianità può portarci a perdere la prospettiva storica dell’essenza della musica popolare, ad esempio delle canzoni che cantavamo durante la nostra infanzia.

I girotondi, le corse e i balletti  rappresentano alcuni dei giochi preferiti dai bambini, al di là della loro etnia. L’origine di tali giochi risale agli albori delle civiltà umana. Il girotondo trova la  sua origine durante le nascita di religioni e si osserva sin dall’Età della Pietra.

Oggi giorno non è facile immaginare la quotidianità durante il Medioevo, quando le consuetudini erano ben diverse dalle nostre. Le cerimonie religiose e le feste erano eventi che si intendevano dentro un contesto di gruppo, così come le canzoni e i balletti. Le corse diventavano un tipo di danza collettiva che si imprimeva a lungo nella memoria.

Ecco, qui entrano in gioco i partecipanti più temuti: le epidemie che flagellano il mondo lasciando le loro tracce nelle canzoni infantili.

La morte è fortemente legata alla peste, alle pandemie e alle epidemie che colpiscono i popoli e che nell’immaginario collettivo hanno una stretta relazione con la colpa, la punizione e la volontà divina.

Per esempio, in Italia, il mostro della peste nera, che flagellò l’Europa nel XIV secolo (1347 – 1353), ha lasciato le sue ferite impresse nel gioco del “Girotondo”.

 

Il girotondo consiste nel darsi la mano e girare in cerchio, recitando una filastrocca. La più nota recita:

Giro giro tondo

Casca il mondo

Casca la Terra

Tutti giù per terra

Aiuto

All’ultima strofa ci si ferma e ci si accovaccia.

Nella versione spagnola di questo gioco, lì chiamata corro la patata (corsa a la patata) che diventa per il resto del mondo ispanico huevo podrido (uovo marcio).

Versione spagnola:

Al corro de la patata

comeremos ensalada,

lo que comen los señores

naranjitas y limones.

Achupé, achupé

sentadita me quedé.

Alla parola “achupé”, i bambini saltano in alto, prima di gettarsi a terra cantando l’ultima strofa.

Per Latinoamerica:

Jugando al huevo podrido

Se lo tiro al distraído

El distraído lo ve

Y huevo podrido es.

Significa che un bambino  è eliminato dal gioco.

Tale gioco nel mondo anglosassone si chiama Ring a Ring o’ Roses e la sua canzoncina è:

Ring-a-ring o’ roses,

A pocket full of posies,

A-tishoo! A-tishoo!

We all fall down.

Infine, la versione tedesca  somiglia molto alla italiana:

Ringel ringel reihen,

Wir sind der Kinder dreien,

sitzen unter’m Hollerbusch

Und machen alle Husch husch husch!

 

Alle Kinder setzen sich!

 

Quindi, non importa la lingua, l’etnia o la religione alla fine del gioco tutti si devono accovacciare e la peste li porta via.

Chissà se in un futuro prossimo avremo un nuovo gioco infantile che ricorderà, inconsapevolmente, l’epidemia di Coronavirus che siamo attraversando oggi”.

Fonte : https://jueguemosya.blogspot.com/2020/03/il-girotondo.html

 

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Leggenda o storia

Negli anni 1665-66, la popolazione di Londra venne colpita dalla Grande Peste. Le vittime furono oltre 100.000  . Si racconta che i genitori preoccupati dalla necessità di educare i bambini e abituarli all’idea che “tutti potessero morire”, lo fecero attraverso le parole di questa filastrocca. Sappiamo che una prima versione di “Ring-a-ring o’ roses” venne scritta nel 1881, ma si dice che una canzone simile girasse già in Europa nel 1790  giunta  a noi nelle sue numerose versioni.

 

Ieri come oggi la Letteratura insegna: al tempo del Coronavirus come al tempo del Manzoni, del Boccaccio e Chauser

 

Trionfo_della_morte,_già_a_palazzo_sclafani,_galleria_regionale_di_Palazzo_Abbatellis,_palermo_(1446)_,_affresco_staccatoL’ epidemia fa male all’economia, oltre che alla salute dei contagiati, la letteratura ci insegna come  comportarci. Quarantene e chiusure di locali ci riportano a  Manzoni e Boccaccio.

Riprendendo in mano i Promessi sposi  riscopriamo il significato  dell’epidemia nei capitoli XXXI e XXXII, i più inerenti la peste, e riscopriamo il grande significato della letteratura e quanto ci insegna.

È contenuta proprio in queste pagine una delle frasi più sentite,parole utili nelle emergenze di ogni epoca: «Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune».

Anche  il Boccaccio ci insegna molto. Il Decamerone è molto utile riprenderlo. Anche se difficile da leggere perchè scritto in  prosa  e del Trecento ci è utile per la mentalità, usi e costumi  che ci sono d’insegnamento: sette secoli passati, il Boccaccio della peste a  rileggerlo  ritroviamo l’Italia del Coronavirus,   molto simile .

«Non valendo alcun senno né umano provvedimento». Contro la peste nera del 1348 il povero Gonfaloniere di Giustizia del Comune di Firenze certamente si diede un gran da fare: come il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri , Poco o nulla risolse. «Purgata la città da oficiali sopra ciò ordinati, e vietato l’entrarvi dentro a ciascuno infermo». Come oggi a Codogno in Lombardia, anche a Firenze adottarono quarantene e posti di blocco. «A cura delle quali infermità né consiglio di medico, né virtù di medicina alcuna, pareva che valesse o facesse profitto».  Secoli sono passati e la medicina ha fatto passi enormi, tranne che nel campo di Virus e degli antivirali.

«E tutti quasi, ad un fine tiravano assai crudele: ciò era di schifare e di fuggire gl’infermi e le lor cose». Di fronte al pericolo del contagio siamo ancora più crudeli e ignoranti di allora. In certi posti  e i certi ambiti culturali come ad esempio in Francia vengono ironicamente schifate categorie di cittadini e nazioni  basta che siano Italiani o che provengano dal Nord.

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«Altri affermavano il bere assai e il godere, e l’andar cantando attorno e sollazzando, e il sodisfare d’ogni cosa allo appetito che si potesse, e di ciò che avveniva ridersi e beffarsi, esser medicina certissima a tanto male». «Andavano attorno, portando nelle mani chi fiori, chi erbe odorifere, e chi diverse maniere di spezierie, quella al naso ponendosi spesso». Oggi invece ci sono le mascherine: peccato che quelle chirurgiche di garza azzurrina, le più comuni, siano efficaci contro i batteri e il coronavirus sia per l’appunto un virus.

Al tempo del Boccaccio erano più poetici . «Assai e uomini e donne abbandonarono la propria città, le proprie case, i lor luoghi e i lor parenti e le lor cose, e cercarono l’altrui o almeno il lor contado». Nei giorni scorsi è stato rilevato un fenomeno curioso, il frettoloso ritorno degli studenti americani in America e dalle università del nord al Sud, a cercare «il lor contado», di tanti giovani iscritti alle università  come se il morbo fosse un’esclusiva padana o italiana e i confini dell’antico Regno delle Due Sicilie  delimitate dal  fiume Tronto,  fossero invalicabili ai microrganismi e addirittura non fossero affatto in America.

«Né altra cosa alcuna ci udiamo, se non: I cotali sono morti, e gli altrettali sono per morire». Oggi è uguale,  su qualunque schermo i media dicono e riportano il numero dei morti e dei contagiati. Un bollettino di guerra. «Vogliamo e comandiamo che niuna novella, altro che lieta, ci rechi di fuori». Anche noi d’ora in poi vogliamo sentire soltanto buone notizie .

“The Canterbury Tales”

Il Decameron

Quali sono le differenze principali tra Canterbury Tales  di Chaucer e il e Decameron di Boccaccio?

Cantebury Tales VS Decamerom 

Geoffrey Chaucer and Giovanni Boccaccio

Boccaccio e Chaucer approfondimento

 

 

 

Nuovi profili professionali : dalla criminologia alla linguistica forense

In Italia con   la  Mediazione Linguistica   si stanno delineando   molti nuovi profili professionali che tuttavia bisogna saper organizzare dal punto di vista della formazione e del riconoscimento delle professioni. La formazione dell’interprete e traduttore   è stata riordinata per legge e si prevede una formazione triennale delle lauree in Mediazione linguistica e Magistrale in Interpretariato e traduzione. Per le  professioni si prevedono nuove ed interessanti  figure che potrebbero essere inquadrate come  mediatore linguistico  forense.

Le sentenze, le testimonianze, i codici verbali di polizia sono fondamentalmente documenti linguistici. Sia il mondo del diritto penale che  quello civile sono dominati dal linguaggio della legge e dalla sua interpretazione e in quest’ambito sia i linguisti che i criminologi hanno apportato in quest’ultimi anni un contributo cospicuo.

Quando parliamo di linguistica forense, le parole e l’analisi della terminologia sono molto importanti

Se si ama la linguistica e le lingue , probabilmente si è alla ricerca di una carriera in cui mettere a frutto le  capacità analitiche e l’ attenzione al dettaglio.  Non solo fare carriera nella linguistica forense  permetterà di lavorare nel  settore preferito, ma   darà anche l’opportunità di poter risolvere crimini.

Per dare un esempio nella vita di un moderno Sherlock linguistico, diamo alcune informazioni su come fare carriera nella linguistica forense:

Cos’è la linguistica forense?
Linguistica forense è un termine ampio che riguarda il rapporto tra lingua e legge.

Si riferisce comunemente all’esame linguistico di testi giuridici scritti e parlati , che si tratti di testamenti privati, lettere di suicidio, chiamate di emergenza o dichiarazioni di testimoni , al fine di decifrare i messaggi, comprendere il significato e, infine, risolvere i crimini.

Il tipo specifico di testo in questione varia a seconda delle aree di ricerca forense studiate  e qualsiasi forma di testo può essere considerata una trascrizione forense se utilizzato in un contesto legale o penale.

La linguistica forense potrebbe comprendere le seguenti aree:

Diritto – comprende l’interpretazione di testi giuridici e l’indagine su plagio e violazione del diritto d’autore.
Processi  – comprende l’interpretazione in aula, i colloqui investigativi e i colloqui di polizia.
Prove – comporta l’analisi di dichiarazioni, confessioni e note o lettere di suicidio.
Insegnamento e ricerca – comprende l’insegnamento della linguistica forense, lo studio del valore delle prove e la ricerca di nuove tecniche.

Lo studio scientifico del linguaggio varia dall’ identificazione all ’interpretazione dei significati espressi negli scritti, all ’identificazione della voce e al linguaggio legale.  Lo studio prevede l’interpretazione dei significati nelle affermazioni orali e scritte come ad esempio testimonianze, registrazioni ma anche mere traduzioni. La comunicazione legale include sia sistemi semiotici non verbali, come illustrazioni o gesti, sia  aspetti linguistici .

 

Il lavoro della linguistica spesso si basa su alcuni aspetti basilari:
il livello grafofonico inerente alla scrittura;
il livello lessicale: le parole, la grammatica
e il livello di eloquio;
tutti  legati ai fattori sociali e funzionali che ne determinano l’impatto sul modo in cui vengono utilizzati.   Da qui nasce la linguistica forense che ha come fine quello di promuovere lo studio del legame tra la linguistica e la legge.
Il fraintendimento linguistico può essere causato da un costrutto sintattico povero ed espressioni verbali che possono risultare  chiare ma inappropriate rispetto al contesto oppure una differenza tra la cultura di base dell interlocutore, (L1) che potrebbe essere il teste,  e la lingua d’arrivo (L2).
Unabomber il caso risolto grazie alla Linguistica

Ted Kaczynski,  noto come Unabomber, fu un terrorista dinamitardo attivo negli Stati Uniti a partire dalla fine degli Anni ’70.  Costruiva e spediva  pacchi postali esplosivi. In un arco di tempo di circa 20 anni, provocò 3 morti e 23 feriti.  Il desiderio era quello di colpire coloro che secondo lui rappresentavano i pericoli del progresso tecnologico. I bersagli erano infatti coloro che lavoravano nel campo della tecnologia: università e compagnie aeree (“UNiversity” e “Airline”, da qui il soprannome attribuito dai giornalisti).

Nel 1995, Unabomber spedì alle redazioni di diversi giornali un Manifesto, “La Società Industriale e il Suo Futuro”.  Promise di intensificare gli attacchi terroristici se il manifesto non fosse stato pubblicato da almeno uno dei giornali.

Da un’iniziale analisi del testo, gli investigatori riuscirono a stabilire la provenienza del terrorista, Chicago. Fu proprio questa la città da dove erano stati spediti o nella quale erano scoppiati i primi pacchi bomba. L’FBI chiese alla popolazione di individuare tra i propri conoscenti un soggetto corrispondente al profilo che potesse avere idee rivoluzionarie come quelle esposte nel manifesto. 

David Kaczynski riconobbe lo stile e le idee del fratello e contattò l’FBI. Consegnò alcune lettere che si erano scambiati in passato. Grazie all’analisi e al confronto con il manifesto, la task force incaricata alla cattura di Unabomber riconobbe l’identità del terrorista. Tra le somiglianze riscontrate, l’uso di “analyse” al posto di “analyze”, l’uso di “licence” anziché “license”. Inoltre, sia Unabomber che Ted Kaczynski utilizzavano una versione peculiare del proverbio “Have one’s cake and eat it too.” (che corrisponde al nostro proverbio “Avere la botte piena e la moglie ubriaca”): sia nel manifesto sia nelle lettere di Kaczynski, il proverbio era sostituito con  Eat one’s cake and have it too.”.

 Il mediatore linguistico  forense segue il processo accanto agli Avvocati , Giudici e al PM dall’inizio
fino alla fine ed è proprio grazie al suo lavoro, in qualità di linguista forense, che si riesce  ad ottenere  un giusto processo.
Il lavoro del  gruppo di studio composto da linguisti , psicoterapeuti, medici legali, sociologhi , antropologi ,  da legali civilisti e penalisti , da ricercatori  delle scienze forensi  sostiene che i metodi della linguistica , della psicolinguistica e sociolinguistica sono da definirsi  scientifici contrariamente  a quanto si tenderebbe a sostenere a livello generale e giuridico. Specialmente nel mondo delle professioni legali   si tende a non prenderle in considerazione  perché tali materie non sono cosi dogmatiche come le scienze fisiche.

Cosa fa il linguista forense?
I linguisti forensi esaminano le prove scritte e verbali, per aiutare a scoprire il significato corretto dietro una serie di testi trovati nei procedimenti giudiziari.

Potrebbe comportare qualsiasi cosa, dall’identificazione di un criminale attraverso l’esame del loro stile di scrittura, per capire se una persona sta mentendo attraverso l’analisi linguistica del loro discorso.

Sulla base del loro esame approfondito, sono quindi in grado di individuare modelli e formulare giudizi informati sulla base di una serie di fattori , tra cui la scelta delle parole, la struttura delle frasi, il dialetto e il vocabolario, il linguaggio settoriale.

Le conclusioni che si raggiungono potrebbero aiutare a determinare l’esito di un procedimento penale.

L’auspicio è che la linguistica forense insieme alla mediazione forense venga maggiormente utilizzata anche in Italia in ambito peritale dove sarebbe certamente molto utile e di supporto all’attività investigativa e come ricco apporto alla cultura legale.  Il mediatore linguistico forense ha il compito di accorciare le distanze tra lingue e culture ed è il protagonista del confronto tra le diversità culturali e linguistiche. Le aree d’intervento e di necessità del mediatore linguistico e culturale sono le più svariate.

 

La presenza di questa figura è richiesta nelle istituzioni pubbliche come Ministeri, enti pubblici e Regioni tanto quanto nelle istituzioni scolastiche, educative ed assistenziali, per agevolare e mediare il confronto con le problematiche della multietnicità ed interculturalità proprie delle diverse aree del paese. La volontà è  quella di rivelare quanto sia necessaria e fondamentale una figura come quella del mediatore linguistico e culturale forense, perché grazie a questa scienza  possiamo parlare di integrazione, uguaglianza dei riconoscimento dei diritti di tutti senza distinzione di razza, sesso e religione.

Che tipo di testi analizzano i linguisti forensi?

La tipologia dei testi  trattati da un linguista forense dipende dal caso a cui sono stati assegnati e dal tipo di reato oggetto di indagine.

Come linguista forense si possono analizzare:

Contratti
Testamenti
Confessioni
Trascrizioni telefoniche
lettere di suicidio
Lettere di riscatto
Avvertenze sul prodotto
Marchi e diritti d’autore
Dichiarazioni dei testimoni
Trascrizioni dei colloqui di polizia
Trascrizioni giudiziarie
Testi, e-mail e altre forme di comunicazione elettronica

Come  fare carriera nella linguistica forense?

Trovare lavoro nella linguistica forense in Italia  non è sempre facile .Bisogna acquisire  una serie di competenze, esperienze e qualifiche rilevanti per entrare nel settore.

Competenze

Oltre ad avere una conoscenza approfondita delle tecniche di analisi linguistica, e la consapevolezza di come la lingua influenza il significato , è necessario  anche possedere  serie di “soft skills” per entrare nel settore.

Si dovranno aggiungere nel   CV e aiuterà i selezionatori a prendere in considerazione   la candidatura  per:

Curiosità
Capacità di osservazione
Pazienza e determinazione
Attenzione al dettaglio
Buone capacità di comunicazione
Tatto e discrezione

Formazione

Il livello di formazione necessario per trovare un lavoro nella linguistica forense può variare, ma la maggior parte dei datori di lavoro cercherà candidati con un  diploma di laurea o diploma post-laurea in linguistica forense.

Le scelte più comuni per gli insegnamenti   da seguire nei corsi  di laurea in Mediazione Linguistica comprendono la linguistica, l’inglese, le lingue straniere, l’informatica, la comunicazione e  l’antropologia culturale.

Prendere corsi di sociologia, psicologia e comportamento umano (così come i programmi relativi a strumenti e tecniche forensi) sono anche un ottimo modo per ottenere una migliore comprensione del settore ,senza parlare  di sapersi distinguere  nelle scelte effettuate nel corso di studi.

Imparare un’altra lingua potrebbe anche essere essenziale per i ruoli che implicano la traduzione.

Esperienza lavorativa

In generale, i datori di lavoro daranno la precedenza alla  formazione piuttosto che all’esperienza di lavoro diretto , ma entrare nella linguistica forense come nuovo settore può essere difficile se non si ha alcuna competenza pratica.

Dopo aver conseguito la laurea , si può provare a fare  del volontariato o ottenere un posto di lavoro presso un’organizzazione in cui si desidera  lavorare, in quanto  potrebbe essere  un ottimo modo per entrare nel settore  e fare carriera .

Esperienze in campi simili come  lavorare nel sociale, nella traduzione e nei linguaggi settoriali possono migliorare le  possibilità di essere considerati, in quanto si dimostrerà ai datori di lavoro che si è in grado di comprendere il comportamento umano.

Inoltre, qualsiasi esperienza precedente in campo giuridico migliorerà anche la  conoscenza dei procedimenti giudiziari e  aiuterà a comprendere meglio i processi legati alla linguistica forense.

 

Nella Linguistica forense  la ricerca si articola in varie direzioni:



1) La fase delle indagini preliminari, con particolare attenzione alle intercettazioni telefoniche e ambientali in senso stretto  ed alle varie e complesse attività di verbalizzazione (d’intercettazione, di sommarie informazioni, di spontanee dichiarazioni, d’interrogatorio, d’informazione, d’udienza, ecc.), anche in rapporto alla loro ricaduta nel Processo.
2)  Processi penali (dal primo grado fino alla Cassazione), analizzati  dal Dibattimento  come evento linguistico ritualizzato e codificato e di interazione orale tipicamente asimmetrica fino alla Sentenza e ai successivi gradi di Giudizio.
3) L’interazione giudiziaria con persone in condizioni di svantaggio sociolinguistico e socioculturale: cittadini di estrazione sociale e culturale bassa, immigrati, donne, minori, persone con disagi/disturbi psichici, ecc.. Questo aspetto della ricerca  intende individuare sia i problemi interazionali di natura linguistica, sia gli eventuali stereotipi documentati nell’interazione.
4) La dialettologia forense: la dialettofonia all’interno dei procedimenti penali.
5) La conversione dell’oralità del Dibattimento nella trascrizione degli Atti.
6) I processi civili, anche in considerazione  d’impatto sulla cittadinanza; l’oralità e le tecniche di mediazione/conciliazione nel processo civile.
7) La procedura di scrittura degli operatori del diritto e la redazione dei provvedimenti. La videoscrittura in ambito giudiziario.
8) La comunicazione pubblica (scritta, trasmessa e telematica) delle Istituzioni preposte all’attuazione della Giustizia e alla prevenzione del crimine. La revisione linguistica e la semplificazione della comunicazione pubblica e di testi istituzionali.
9) La lingua settoriale giudiziaria . Come in tutti i settori della lingua italiana, l’analisi diacronica risulta fondamentale anche per la comprensione delle dinamiche sociolinguistiche attuali. Prendere in considerazione le sovrapposizioni e le interferenze fra lingua giudiziaria e lingua giuridica.
10) La formazione e l’aggiornamento linguistico dei professionisti del settore, a partire da una definizione delle competenze linguistiche indispensabili, da introdurre omogeneamente nella formazione professionale e nell’aggiornamento di: Operatori del diritto (Magistrati e Avvocati), Polizia Giudiziaria,  ecc.
11) La radio- e tele-trasmissione di processi penali e la rappresentazione massmediatica della Giustizia. La ricerca prende in considerazione ed analizza la mediazione linguistica dei giornalisti e le caratteristiche linguistiche dei diversi ‘contenitori’ mediatici (orali e scritti), sia in relazione alla rappresentazione della Giustizia in generale che alla cronaca giudiziaria. Sono inclusi fiction, talk show e altre trasmissioni televisive, documentari, film e produzioni cinematografiche. L’analisi è finalizzata anche a formazione e aggiornamento degli Operatori dei media, a partire da giornalisti, conduttori, ecc.
12) L’aggiornamento dei docenti, in modo che possano svolgere compiti di: a) educazione linguistica alla legalità democratica; b) educazione all’analisi di testi non letterari, interazioni asimmetriche, variazione del repertorio linguistico e usi speciali della lingua in ‘ambito giuridico e giudiziario. Attualmente, gli studenti non vengono quasi mai addestrati a leggere e comprendere una legge o a conoscere l’Istituzione Giustizia nei suoi meccanismi e contesti di attuazione, pur essendo la Giustizia una parte importante della vita pubblica e democratica di un Paese, a cui tutti i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente e responsabilmente. Gli studenti  sono spesso  privi di strumenti  per poter valutare autonomamente anche le informazioni che vengono loro trasmesse dai mezzi di comunicazione di massa.  Si tratta di fornire strumenti linguistici indispensabili anche per la realizzazione della  dimensione di “cittadini”.

13) La Giustizia nell’arte e nella cultura: la rappresentazione della Giustizia nella letteratura, nel cinema, nel teatro.

La ricerca intende  inoltre analizzare:

Lo studio del linguaggio della legge,  dei documenti legali  dei tribunali, della polizia, e degli ambienti carcerari;
 

  La riduzione del linguaggio in base  ai sistemi di disuguaglianza e svantaggio nel sistema giuridico;

La collaborazione e lo scambio di idee e informazioni tra le comunità legale e linguistica 
Passare dalla ricerca  alla pratica: con il miglioramento  e l’etica della testimonianza di esperti con la presentazione di prove linguistichel’ interpretariato e traduzione legali;
Migliorare l’ iterazione pubblica con la collaborazione tra linguisti e operatori della giustizia.

Obiettivi ulteriori

Ulteriori scopi comprendono:
Promuovere gli interessi dei linguisti impegnati nella ricerca per lo sviluppo e la pratica della linguistica forense;
Diffondere la conoscenza dell’ analisi del linguaggio e le sue applicazioni forensitra i professionisti della giustizia ;
Elaborare un codice di condotta in materia di deposizione in udienza, nella scrittura ufficiale, nelle relazioni,ecc;

Master Professionale in Interpretariato, Traduzione e linguistica forense on line

Per saperne di più

 

 

Cambiamenti Climatici e Immigrazione 13 dicembre 2019 Pio Sodalizio dei Piceni Piazza San Salvatore in Lauro

eventi cambiamenti climatici e immigrazione

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Descrizione

Il tema dei migranti e delle politiche immigratorie è stato ridotto alla valutazione degli effetti del “rischio percepito” dalla popolazione, creato ad arte dai movimenti politici che ormai in tutta Europa raccolgono ampi consensi giocando sulla paura.

Solo a tratti si è avviata un’analisi e un approfondimento sulle cause dei flussi migratori, spesso provocati da conflitti ma anche dalla povertà indotta dal degrado delle condizioni ambientali dei Paesi di origine.

Il contesto dentro il quale vogliamo contribuire ad affermare una lettura meno superficiale e strumentale è ben chiaro: secondo un rapporto della Banca Mondiale entro il 2050 circa 143 milioni di individui dovranno migrare a causa del cambiamento climatico. Ma azioni coraggiose e globali per ridurre l’effetto serra potrebbero ridurre queste cifre dell’80%.

L’incontro del 13 dicembre intende raccogliere le analisi, le riflessioni e le proposte su tre aspetti che caratterizzano questo tema: il contrasto e la prevenzione delle emergenze climatiche come strumento per mitigare i flussi migratori; l’individuazione di uno status di protezione particolare per chi è vittima delle emergenze climatiche; come le comunità locali sono influenzate dalle emergenze globali.

Il punto di partenza della discussione per ciascuno dei tre tavoli sarà offerto dai video realizzati dagli studenti delle Scuole Superiori di Mediazione Linguistica Gregorio VII e San Domenico.

SSML Gregorio VII      SSML San Domenico di Roma, grazie ai quali sarà anche disponibile un servizio di traduzione simultanea.

Ore 14.30

Registrazione dei partecipanti

Introduzione e ringraziamenti Mario Catini Presidente Social Fablab

Ore 15:00

Il contrasto delle emergenze climatiche come strumento per mitigare i flussi migratori.

Proiezione di un video a cura degli studenti delle Scuole Superiori di Mediazione Linguistica 

SSML Gregorio VII 

SSML San Domenico

Modera: Adriana Bisirri

Relatori

  • Livio Gigliuto (Vicepresidente Istituto Piepoli S.p.A. e Direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale)

  • Eugenio Coccia (Rettore del Gran Sasso Science Institute (Centro di Studi Avanzati dell’INFN) e Professore Ordinario di Fisica all’Università di Roma “Tor Vergata” Presidente Onorario associazione Smart Piceno.)

  • Fabio Massimo Frattale Mascioli Professore Ordinario di Teoria dei Circuiti all’Università di Roma “La Sapienza” Responsabile Scientifico del Pomos (Polo Mobilità Sostenibile

  • Claudio Baffioni Comune di Roma – Dipartimento Tutela Ambientale. Responsabile Osservatorio Ambientale sui Cambiamenti Climatici

  • Rosario Trefiletti Presidente Centro Consumatori Italia- Indagini3

  • Mario Alì Consigliere Corte dei Conti

  • Tommaso Navarra Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Ore 16:30

Interviste conduce Paolo Festuccia Vice Caporedattore La Stampa

  • Matteo Mauri Viceministro Ministero dell’Interno

  • Roberto Morassut Sottosegretario Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Ore 17:30

Quale status di protezione può essere riconosciuto per chi è vittima delle emergenze climatiche?

Modera: Domenico Repetto

Relatori

Ore 18:30

Comunità locali ed emergenze globali.

Modera: Mario Catini

Relatori·

Ore 19:30

Ringraziamenti Mario Catini e Auguri di Natale a cura delle Cantine Ciù Ciù

Organizzazione a cura dell’Associazione Social FabLab, con la partecipazione delle Scuole Superiori di Mediazione Linguistica Gregorio VII e San Domenico.

SSML Gregorio VII

 SSML San Domenico

Si ringraziano per il supporto e l’adesione

ANCI Digitale S.p.A

Associazione Astrambiente

Astrambiente Convegni

Associazione DAPADU

Associazione Interpreti e Traduttori -UNITALIA

Associazione Nazionale Giovani Innovatori

Associazione Nazionale Tutela Ambientale

Associazione Smart Piceno

Associazione Sportiva SPORTINNOVA

Associazione Università e Istituti di livello Universitario

Cantine Ciù Ciù

Confartigianato Roma

Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Fondazione Ampioraggio

Istituto culturale Italo Libanese

I.sal. S.p.A. Casa Italia il sapore della tradizione

Leganet

POMOS

Studio Cataldi Ascoli

Tesla Club Italy

To Be srl

Tom Colbie Art

Tryeco 2.0 s.r.l.

UNITALIAservizi

Servizi di traduzione Else Elettronica

Il Mediatore Linguistico,Interprete Traduttore come grande conoscitore di storia e cultura delle lingue oggetto di lavoro

Giornali e commentatori hanno parlato dell’interprete del presidente Usa durante la conferenza stampa congiunta con il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, in visita a Washington DC. Hanno riferito  che il Presidente Donald Trump avrebbe detto che gli Stati Uniti e l’Italia sono uniti dalla condivisione di un’eredità culturale e politica antica migliaia di anni. Gli stessi giornali hanno osservato che gli Stati Uniti non solo non esistevano, ovviamente, ai tempi di Roma, ma l’intero continente americano non sarebbe stato scoperto prima di un altro millennio.

La realtà è molto diversa.  Trump non è uno storico raffinato né un docente universitario, ma un buisnessman, un uomo d’affari estremamente pragmatico e dalla comunicazione immediata ed efficace, non è un illetterato ed ha frequentato la Wharton School of Finance and Commerce dell’Università della Pennsylvania, una delle migliori facoltà di economia di tutte le università statunitensi, dove si è laureato in economia.

Il  discorso di Trumpf è stato completamente travisato o volutamente mal interpretato. “Gli Stati Uniti e l’Italia sono legati da un’eredità culturale e politica condivisa, antica migliaia di anni” ha detto Trump. “Dall’Antica Roma – ha specificato il presidente Usa – nei secoli il popolo italiano ha contribuito ad accrescere la civilizzazione con magnifiche opere d’arte, scienza, filosofia, architettura e musica. Lunedì scorso noi abbiamo dato il nostro tributo all’italiano che ha scoperto un Nuovo Mondo, un genovese che si chiamava Cristoforo Colombo. E per me quel giorno si chiamerà sempre Columbus Day. A qualcuno non piace, a me sì”.

Roma è stata intesa da Trump come culla della civiltà. E’ forse sbagliato? Non ha minimamente parlato di alcuna alleanza fra Usa e Italia, come dei giornali  hanno erroneamente scritto e riportato e ha detto  qualcosa di perfettamente sensato. Ha fatto riferimento al legame ideale tra i Padri fondatori americani e le istituzioni democratiche romane. I Padri fondatori americani   studiarono approfonditamente la storia e i classici dell’epoca repubblicana romana.  I  luoghi del potere americano sono pieni di riferimenti alla Roma repubblicana: dalle aquile ai fasci al Campidoglio al Panteon.

Come ha poi precisato anche l’account ufficiale della Casa Bianca “gli Stati Uniti e l’Italia sono uniti da un patrimonio culturale e politico condiviso che risale a migliaia di anni fa nell’antica Roma“.

OVAL OFFICE: President Trump FULL Meeting With Italian President

Per Saperne di più:

Ci sono molte similitudini fra Washington DC e la Città Eterna

Washington DC (District of Columbia)
La capitale federale degli USA  ricorda Roma  perché DC (come la chiamano gli americani) fu progettata e costruita alla fine del XVIII secolo e precisamente nel 1791, come la New Rome, la Nuova Roma.
Questa imitazione di Roma non c’è solo negli edifici monumentali e più importanti ma anche nelle decorazioni dei palazzi pubblici, costruiti in stile neoclassico nel XIX e XX secolo.

Il National Mall

Il centro monumentale e amministrativo, il National Mall.
Innanzitutto Capitol Hill, il quartiere della politica sede della Camera dei Deputati e del Senato.
Già dal nome , Campidoglio pensiamo a Roma. Poi la Cupola fu costruita ispirandosi alla cupola michelangiolesca di San Pietro in Vaticano.

 

L’affresco della cupola, l’”Apoteosi di George Washington”, fu realizzato dal pittore romano Costantino Brumidi, che a Roma lavorò per i Torlonia e per papà Gregorio XVI in Vaticano.

 

 

Emigrato poi negli USA, divenne a poco a poco l’artista ufficiale del governo, tanto da essere chiamato il Michelangelo Americano.

Washington DC è stata costruita in conformità ai principi  antichi. Il Campidoglio è una parte vitale del progetto . La caratteristica più importante di esso è naturalmente la sua cupola imponente, che ha un forte significato simbolico.  Sorprendentemente simile a quello di Piazza san Pietro in Vaticano, dove anche  un obelisco gigante è di fronte ad una cupola gigante.

Ritroviamo la stessa  disposizione  a Parigi, ad Astana e in molte altre città. Non è una coincidenza: questa disposizione comporta un importante significato alchemico. In quasi tutte le culture la cupola è stata associata con il principio femminile, il grembo, la matrice. Contrario ad essa è l’obelisco, l’antico simbolo fallico egizio che rappresenta il principio maschile.  Il tema dell’unione dei principi maschile e femminile è molto comune nell’architettura occulta ed è sicuramente la più facilmente riconoscibile.

 

STATUA DELLA LIBERTA’

In cima alla cupola del Campidoglio vi è l’enigmatica statua della libertà in piedi su una forma sferica, che probabilmente rappresenta la Terra. Intorno a questo globo è inciso il motto “E Pluribus Unum” (Da molti, uno).

La cupola del Campidoglio, nelle sue caratteristiche offre un quadro significativo e rivela la filosofia, gli obiettivi spirituali e politici dei Padri Fondatori.

Per Saperne di più:

https://astrambienteturismoroma.blogspot.com/2010/12/roma-e-gli-illminati-bernini-era-un.html

https://astrambienteturismoroma.blogspot.com/2010/12/bernini-e-gli-illuminati-il-simbolo.html

Fai clic per accedere a Padri_Fondatori_USA_Satanisti.pdf

 

DEONTOLOGIA PROFESSIONALE DELL’INTERPRETE E LA SUA INVISIBILITA’

Tanti giornali hanno parlato dell’interprete italiana  nell’incontro  tra il nostro Presidente Mattarella e il Preseidente Trump.

 

Elisabetta Savigni Ullmann, interprete ufficiale alla Casa Bianca e docente all’Università del Maryland è diventata famosa grazie a un video ormai diventato virale per via delle espressioni facciali  mentre cerca di “tradurre” o meglio   interpretare e a quanto dicono la maggior parte dei giornali, gli “svarioni” lessicali o cosa dice  il presidente USA.

E’ una fake news   che la“traduttrice” come erroneamente la chiamano i giornali, e cioè  l‘interprete  italiana  avrebbe reagito con quell’espressione incredula e sbigottita a ciò che diceva Trump.  Il video virale fa riferimento all’incontro tenutosi presso lo Studio Ovale, dove si è parlato  di tante cose interessanti . E’ sufficiente guardare il filmato completo per rendersi conto che non c’è assolutamente nulla di rilevante nell’espressione dell’interprete.

Come scrive anche l’ottimo articolo di  Deborah Giustini :  l’espressione della donna incaricata di interpretare in consecutiva in italiano le parole di Donald Trump non è di stupore, ma piuttosto di concentrazione,  per la difficoltà dell’interpretazione consecutiva . L’unico errore che l’interprete commette è quella di non rispettare le regole deontologiche dell’invisibilità che deve essere garantita ad ogni interprete. Il restare  “invisibile” un po’ nascosta dalla sedia degli oratori in questo caso del presidente Trump e non stabilire alcune regole deontologiche con i cameramen che non devono riprenderla altrimenti non concedere la liberatoria è stato l’errore principale che ha scatenato tutte le false notizie.

Questo articolo vuole porre l’attenzione sul ruolo di invisibilità che dovrebbe appartenere  a un interprete e su occasioni in cui invece alcuni interpreti, seppur assolvendo pienamente al loro incarico, hanno involontariamente attirato l’attenzione su di loro e, proprio per questo, sono diventati noti loro malgrado.

La dottoressa Elisabetta Savigni Ullmann, attualmente docente all’Università del Maryland e già interprete italiana dei passati presidenti Clinton, Bush e Obama, nonostante la sua pluriennale esperienza nel settore non è riuscita a risultare invisibile;

Nell’epoca dei social media, tali gaffe, dovute  anche all’ interprete, sono diventate virali nel giro di poche ore, così come le immagini ritraenti il volto quasi imbarazzato e sconcertato della Dott.ssa Savigni Ullmann. Twitter, Facebook e persino le principali testate giornalistiche hanno riportato e condiviso tali momenti imbarazzanti, mettendo in primo piano le espressioni facciali dell’interprete.

Su YouTube si può trovare il video completo dell’incontro tra il presidente Trump e il presidente Mattarella, ma anche molti altri video inerenti le difficoltà cui gli interpreti vanno incontro quando si trovano a dover riportare frasi non pienamente comprensibili o con cui si trovano forse in imbarazzo (qui sotto, ad esempio, trovate uno spezzone tratto dal programma americano The Daily Show in cui gli interpreti di personalità note, tra cui il già citato Presidente Trump, si trovano a dover rispondere in chiave ironica a questioni su tali impasse).

Il Presidente Trump non ha mai chiamato “Mozzarella” la più alta carica istituzionale dello Stato Italiano, come un filmato circolato in rete faceva intendere.

E’ possibile controllare la trascrizione  sul sito della Casa Bianca .

Ma chi è l’interprete ?

Si chiama Elisabetta Savigni Ullmann, interprete ufficiale alla Casa Bianca e docente all’Università del Maryland. Due anni fa, ospite d’onore in un convegno a Pisa sulla possibilità che l’intelligenza artificiale potesse sostituire l’interpretazione umana, spiegò che l’intervento umano non si basa soltanto sulla traduzione, ma su tantissimi aspetti «che vanno dall’espressione facciale alla mediazione culturale» e dunque a oggi il computer non può sostituire una corretta traduzione. Purtroppo l’interprete non deve interpretare le espressioni facciali ma ciò che dice un oratore , senza aggiungere né fraintendere ciò che l’oratore afferma. Deve comprendere ed interpretare il suo discorso basandosi anche sulla comunicazione non verbale e sulla cultura che la lingua contiene nelle espressioni, nel contesto e tanto altro . Forse un algoritmo nell’ascoltare le parole del presidente Usa davanti al nostro Mattarella sarebbe stato  meno oggetto delle Fake News  riportate dai giornali italiani. E chissà se l’algoritmo sarebbe stato in grado di interpretare meglio dei giornali le espressioni della traduttrice /interprete?

 

Portiamo ora un esempio di un nostro interprete  che si fa paladino dell’invisibilità del mediatore e di lui  conosciamo certamente più la voce che il volto, non solo in Italia, ma anche all’estero, ossia Paolo Maria Noseda. Interprete storico della trasmissione “Che tempo che fa”, oltre che di moltissime altre trasmissioni televisive e interprete personale di personaggi come Patti Smith e Roberto Saviano, nonché di altre innumerevoli personalità .

Nel suo libro “La voce degli altri”, Noseda definisce l’interprete come “colui che mette in comunicazione due mondi” e per farlo, afferma sempre l’autore in una sua intervista del 2013, “devi essere estremamente severo con te stesso e anche molto curioso. La curiosità è un po’ una chiave di volta di tutto. Stratagemmi no, piuttosto tanta tecnica”. E, aggiunge, molto studio e conoscenza della persona che dovrai tradurre, a voce o per iscritto. “Ho appena tradotto Eduardo Galeano. […] Io avevo letto due suoi libri e ho dovuto leggermene dodici. […] si deve conoscere quello che la persona ha fatto, il suo ambiente, dove vive, quello che fa, come si comporta tutti i giorni e, a volte, anche i pettegolezzi sono necessari. Solo così posso farmi un quadro di chi sia la persona che ho di fronte. Il mio lavoro non è semplicemente tradurre, ma entrare nel cervello e nel cuore delle persone e cercare di prendere un pezzettino di questo cuore e di questo cervello e farlo capire agli altri.

In merito a quanto sopra accennato riguardo il ruolo di invisibilità  dell’interprete, Noseda afferma: “La gente mi chiede perché non mi faccio intervistare da Fazio, il mio lavoro non è quello di essere intervistato: se io avessi voluto fare l’attore o il personaggio pubblico lo avrei già fatto. Ma il mio lavoro è stare dietro le quinte e prestare la mia voce nel miglior modo possibile per le persone se mi mettono nelle condizioni di lavorare. […] Riesco ad essere molto neutro sui personaggi che devo interpretare perché loro sono loro, non sono io.”

 

 

 

Corso di Laurea in mediazione Linguistica Interpreti e traduttori per studenti lavoratori

Inglese , francese, spagnolo e tante altre da attivare su richiesta sono  le lingue che si studiano alla SSML San Domenico per Interpreti e Traduttori Corso di laurea    promosso da UNITALIA per studenti lavoratori

Punti di forza

UNITALIA associazione delle professioni degli interpreti traduttori intende promuovere e sviluppare le peculiarità che sono della formazione offerta dalle SSML  in Italia, peculiarità che le distingue dalle “Università” italiane che  come tutti sappiamo hanno una formazione culturale e non professionalizzante orientata al lavoro. La nostra formazione mirata agli studenti  lavoratori intende offrire  una formazione con la frequenza in modalità blended on line coadiuvata dal grande lavoro dei tutor  che seguono gli studenti .

Il nostro corso offre:

  • un rapporto personale e diretto con gli allievi (riconducibile alla frequenza obbligatoria in modalità Blended e e all’impegno profuso a mantenere un numero ridotto di studenti )
  • la volontà di offrire solo percorsi formativi completi e rilevanti per l’inserimento nel mercato del lavoro
  • la scelta di reclutare il personale docente tra i professionisti di fascia alta del mondo della traduzione e dell’interpretazione, scegliendo solo interpreti o traduttori  professionisti che lavorano con UNITALIA e possono  aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro e della professione
  • A più di 25 anni dalla sua nascita, la peculiarità del sistema 3 + 2 permette oggi alle SSML di offrire un corso triennale pienamente riconosciuto e accreditato secondo il sistema universitario italiano (Mediazione linguistica, Classe L-12 delle lauree nazionali) e un biennio di specializzazione modellato a differenza delle “Università” su un sistema mirato alle reali Professioni dell’Interpretariato e della Traduzione  (Laurea  magistrale LM94  in traduzione Specialistica e Interpretariato di Conferenza).

Questa unica peculiarità delle SSML  consente a chi vi studia  di favorire la mobilità degli studenti e dei docenti, la spendibilità dei titoli, nonché la competitività e l’attrattiva delle istituzioni” che nelle parole della Dichiarazione di Bologna del 1998 costituisce l’obiettivo dei quasi 50 Paesi firmatari.

UNITALIA si avvale della piattaforma della SSML San Domenico per formare in modalità blended  gli studenti lavoratori

La SSML San Domenico per Interpreti e Traduttori è tra i pochi istituti di livello universitario in Italia a essere entrata a far parte del programma di traduzione e interpretazione  con UNITALIA  con formazione  con utilizzo di software professionale di traduzione assistita.

Per informazioni:

infocorsi@ssmlsandomenico.it

Presidente UNITALIA

bisirri52@gmail.com

 

 

 

 

 

 

Blog e tesi on line 2019

 

interpreting languages

NOVEMBRE 2019

 

Federica Di Eugenio – ” La traduzione audiovisiva: sottotitolazione di un Ted Talks”

Camilla Taurelli – ” L’era della Plastica”

Manila Sanges – “Come le serie TV aiutano l’apprendimento delle lingue”

Cristina Colussi – IL FAKE MADE IN ITALY

Claudia Meloni – “L’incomunicabilità: la patologia dell’era della comunicazione”

Giulia Mari –Come i flussi migratori influenzano la lingua e la cultura di un paese”

Diego Alessandro Morisco –“Adattamento Musicale”

Flavia Costantini – “Imparare una lingua straniera :E-learning and Game-based learning”

Davide Contessa –  “Cinema bellico del ‘900”

Caterina Mastrangeli- “Le Lingue Pianificate”

Dorotea Piermarini  – “Un altro modo di interpretare: Il sogno e la sua interpretazione”

Polizzi Flavia –” La lingua dei segni “

Alice Rossi – “L’influenza della musica nell’apprendimento delle lingue”

Vittoria Barrella –“Il Tango come forma di espressione”

Chiara Mantini- “Il linguaggio settoriale della modae l’interferenza degli anglicismi”

Sara Pellacani- “Traduzione e adattamento cinetelevisivo: tra cultura, censura e problematiche”

Agnese Romani –  “Il greco e il latino sono il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro”

Maria Politella-  “Comunicazione e relazioni umane nell’era dei social network: Banksy e la Street Art”

Eleonora Pilutti –  “L’importanza della psicolinguistica e delle scienze affini nell’interpretazione e nei processi cognitivi”

Camilla Lucantoni- “L’apprendimento della lingua straniera nei bambini fino a 10 anni”

Flavia Lucarelli D’Ortenzi – “Evoluzione dell’interpretariato di conferenza: esercizi utili per indurre  l’interpretazione simultanea” 

Chiara Caciolo – “Apprendimento delle lingue non L1 in soggetti dislessici”

Angela Maria Nizza- “ La globalizzazione culturale e i suoi effetti collaterali”

 

 

LUGLIO 2019

 

Ilenia Hafsi : La localizzazione, marketing e comunicazione della traduzione in ambito pubblicitario

Andrea  Scarinci : IL FRAMING POLITICO NEL TEMPO E NEL MONDO

ValentinaMonaldi : Può l’arte cambiare il mondo?

Eugenio-Leone : Il Brasile:da Salvador de Bahia al Tropicalismo

 Carolina_Benucci :IL RUOLO DEL MEDIATORE INTERCULTURALE IN AMBITO MEDICO

Carlo De Santis : Emigrazione italiana negli stati esteri (UE-INTERNAZIONALI)

StefanoVitti  : Influenza della musica sulla società e sul linguaggio

Lavinia Astolfi  : il-relavismo linguistico

Miriana Riccio : IL FENOMENO MIGRATORIO E LA SUA GESTIONE

Anna Claudia De Bernardis “Rifiuti:una grande ricchezza”

Benedetta Ventura :  Soft Power in the Trump era

 Chiara Restuccia :  Apprendimento e insegnamento  delle lingue nella società moderna

Gabriele Caputo : L’esercizio del potere attraverso la Leadership

Silvia Casini : APPRENDIMENTOE TECNICHE DI INSEGNAMENTODELLA LINGUA                                           STRANIERA PER I BAMBINI FINO AI 10 ANNI

 Edoardo De Amicis:  Il Montalbano di Camilleri tradotto nel mondo

Benedetta Giorgi:    I SAMI IN SVEZIA

Andrei Diana-BeatriceCambiamenti climatici: L’altra faccia della medaglia

Jessica Ayala : LA LETTERATURA DELLA MIGRAZIONE: ANALISI DELLA GHURBA                                         NELLE POESIE DI MAHMUD DARWISH

Alessia Cocchi   : “Le espressioni idiomatiche nella cultura e nella mediazione linguistica”

Federica Spinelli : L’INFLUENZA DELL’ARABO SULL’ITALIANO E LO SPAGNOLO