Formazione a distanza al tempo del Coronavirus

Lezioni, esami e persino sessioni di laura online. Le università italiane si sono o si stanno organizzando per reagire all’emergenza coronavirus che ha fatto fermare  tutte le lezioni almeno fino al 15 di aprile.

FORMA-LMS

La situazione  italiana è comunque molto disomogenea. Molto  dipende da quanto le singole università o istituti  di livello universitario abbiano potuto organizzarsi  sull‘e-learning (con la creazione di piattaforme e formazione dei docenti). A preoccupare non è solo il “gap” tecnologico che si potrebbe aprire tra studenti soprattutto se la chiusura delle aule si protraesse a lungo, ma anche quale tipo di formazione si possa dare e ricevere con questo mezzo e che tipo di validazione didattico abbiamo per accertare un effettivo apprendimento .

Per rispondere a queste domande presentiamo un interessante articolo di Gustavo Leguizamon.

Articolo di GUSTAVO LEGUIZAMON

Aula virtuale: “To be, or not to be”

Sembrerebbe che oggigiorno i bambini, quando vengono al mondo, non piangano perché devono affrontare la nuova realtà nella quale si trovano immersi ma piuttosto per iniziare a comunicare. Oggi sembra che i neonati, con il loro primo pianto, ci dicano “lasciatemi andare che devo andare ad aprire il mio profilo Instagram e iniziare a mandare WhatsApp per annunciare la mia venuta al mondo”.

É così che la vita delle nuove generazioni si sta sviluppando, tutto deve essere rapido e immediato. La tecnologia ci ha permesso questa velocità di azione portandoci ad un agire virtuale e non più ad un agire reale, palpabile e autentico.

Recentemente l’opinione pubblica si è interrogata circa l’uso delle nuove tecnologie nell’ambito dell’insegnamento e si è posta domande quali, le aule virtuali, rispetto alle lezioni frontali tradizionali, hanno lo stesso valore didattico? Sono altrettanto efficaci?

Secondo le linee guida del MIUR le abilità comunicative sono parte del bagaglio professionale della figura del professore. La comunicazione può essere suddivisa in tre modalità principali: comunicazione verbale, comunicazione paraverbale e comunicazione non verbale. La comunicazione verbale è costituita dalle informazioni scambiate con l’uso della parola o dei segni, lingua scritta, la comunicazione paraverbale è invece veicolata principalmente dal volume, dal tono e dal ritmo della voce. Infine, la comunicazione non verbale si realizza tramite la mimica facciale, la gesticolazione, la postura e la prossemica.

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Uno degli svantaggi delle lezioni in aula virtuale è la perdita di due canali comunicativi su tre con un notevole deterioramento dell’informazione scambiata. Infatti, un’aula virtuale porta a un nuovo tipo di comunicazione. Una comunicazione che diminuisce l’interazione basilare con il mondo circostante. Generando una comunicazione impersonale ed eliminando l’interazione sociale la comunicazione si riduce ad al solo canale visuale/verbale e risulta meno profonda. Pertanto, è possibile che gli studenti si isolino e si demotivino. Inoltre, offre un limitato scambio diretto di esperienze che proporziona la relazione professore-alunno e alunno-professore, portando a un ritardo del feedback e quindi della correzione di possibili errori.

 

Tale comunicazione genera una debole attenzione al contenuto ed è tale da far perdere rapidamente il suo fascino, visto che permette solo una fredda conversazione attraverso la scrittura. Tale attenuazione dei sensi e dell’efficacia comunicativa comporta inevitabilmente una minore partecipazione degli alunni, tanto indispensabile per un corretto apprendimento.

Secondo la visione costruttivista dell’apprendimento, gli individui imparano tramite l’interazione con l’ambiente. In questa corrente psicopedagogica la conoscenza non viene trasmessa dal professore e ricevuta dallo studente ma attraverso stimoli e interazione sociale la conoscenza viene costruita, in forma unica e originale, nella mente del discente. Purtroppo l’aula virtuale permette una scarsa interattività sia per ovvie limitazione tecnologiche che per la natura stessa del mezzo conseguentemente ne risente l’efficacia delle lezioni stesse.

Paradigmi-di-apprendimento

Uno dei maggiori e più riconosciuti esperti di psicopedagogia moderna, Lev Semënovic Vygotkij,introduce i concetti di apprendimento in zona prossimale e quello di scaffolding(impalcatura). Il primo si riferisce ad un discente al quale sono richiesti compiti che non è ancora in grado di svolgere solo ma che è in grado di realizzare con il sostegno e la supervisione di un insegnante. Vygotkij sostiene che lavorando in tale zona si ottiene un insegnamento più rapido e con risultati più durevoli nel tempo. Il termine scaffolding invece comprende un insieme di tecniche e di aiuti che l’insegnante deve offrire al discente quando lavora in zona prossimale. Queste tecniche assieme ad altre, universalmente riconosciute come valide dalla psicopedagogia moderna, come l’apprendimento tra pari e il learning by doing sono incompatibili con un corso erogato esclusivamente in modalità di aula virtuale. Altrettanto critica è la questione del controllo e della verifica da parte degli insegnanti sul reale e concreto impegno nel seguire le lezioni da parte dei discenti, tale controllo è pressoché nullo in aula virtuale rendendo così possibili comportamenti come accedere alla lezione ma non seguirla o semplicemente prestavi scarsissima attenzione.

learning by doing

In alcuni campi del sapere, per esempio nell’essenza dello studio delle lingue, dove con l’inizio di un enorme sviluppo tecnologico si è generato un insegnamento più efficace e attraente per gli studenti, si riamane comunque lontani dal poter trasmettere tutta l’informazione non verbale che ruota attorno all’atto del parlare e che forma una parte indispensabile dell’insegnamento.

Inoltre, l’aula virtuale non permette di praticare e sviluppare le competenze riguardo l’interazione sociale e la gestione dei rapporti con gli altri tanto importanti oggi nel mondo del lavoro. Tali abilità sono tanto comunicative quanto sociali e riguardano il sapersi porre difronte ad una divergenza di opinioni, saper negoziare con gli altri e rinegoziare con sé stessi punti di vista e opinioni e saper gestire le problematiche di gruppo dipendentemente dalla natura stessa del gruppo (formale, informale, amici, lavoro, etc.) Tali competenze afferiscono all’intelligenza relazionale e come già detto non vengono acquisite nel caso di solo insegnamento attraverso aula virtuale.

È vero, un’aula virtuale può rappresentare uno strumento innovatore e molto utile per facilitare l’apprendimento di parte del contenuto didattico però, per quanto detto finora, in nessun modo potrà rimpiazzare la lezione dal vivo in quanto sminuisce uno dei fattori più importanti per raggiungere un apprendimento efficace, ovvero il fattore umano. L’aula virtuale può sicuramente essere usata a supporto della lezione frontale per rafforzarla ma non può costituire essa stessa la sola forma di insegnamento.

e-Learning

Dovremmo iniziare a prepararci per adattare questi due tipi di aula, virtuale e reale, nella didattica in un futuro prossimo, però sempre con attenzione e buon senso. Siamo tutti diversi e come sappiamo, grazie alle teorie sugli stili di apprendimento, non sempre lo stesso metodo ottiene lo stesso risultato con tutti gli studenti. È fondamentale tenere a mente che non possiamo permetterci di dimenticare che, come insegna l’antropologia moderna, siamo esseri sociali e che necessitiamo della presenza reale dell’altro per apprendere.

 

 

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