Imparare dal passato, la cura attraverso la Storia e la Letteratura

Di Jessica Falcioni

 

“COVID-19 (acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19), o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 (dall’inglese Severe acute respiratory syndrome coronavirus 2) o più semplicemente malattia da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus. I primi casi sono stati riscontrati durante la pandemia di COVID-19 del 2019-2020.” (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/COVID-19)

Comunque la si voglia chiamare, questa malattia, oggi giorno, ancora con origini sconosciute, venne identificata per la prima volta nei primi giorni del 2020 dalle autorità sanitarie della città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei in Cina. Contando diversi portatori sani, ossia persone asintomatiche che non presentano alcun sintomo, ma che trasmettono comunque la malattia, il numero di contagiati ha raggiunto dei livelli inverosimili. Ad oggi, si contano ben 193.475 casi confermati nel mondo dall’inizio dell’epidemia, di cui 81.151 casi confermati, 3.242 morti e 69.775 guariti in Cina e ben 28.710 persone positive, 2.978 deceduti e 4.025 guariti in Italia. Numeri che fanno riflettere, o che almeno dovrebbero. (fonte dati numerici: http://www.salute.gov.it/portale/home.html)

Ma come è possibile che questa malattia si sia diffusa a macchia di leopardo, con questa velocità e aggressività? Probabilmente, le misure di prevenzione che i governi di tutto il mondo avrebbero dovuto prendere sin dall’inizio non sono state prese e probabilmente la situazione è stata sin da subito trattata con troppa superficialità. Fatto sta che qualcosa non ha funzionato e tutt’ora continua a non funzionare, comprese le quarantene non rispettate e, soprattutto, le persone che non seguono le norme indette dalle istituzioni.

Se fossimo in un passato nemmeno troppo lontano, l’Italia, ad oggi interamente zona rossa, sarebbe circondata da un cordon sanitaire (letteralmente, cordone sanitario) e i nostri cugini europei starebbero al confine per evitare che qualcuno entri nel loro paese.

Questo, accadde nel 1821 quando il duca di Richelieu decise di usare l’esercito per bloccare gli ingressi dalla Spagna, paese in cui, allora, divampava la temibile febbre gialla.

Fu proprio in questo periodo che comparve per la prima volta il termine cordon sanitaire, ma già da secoli si usava “limitare” una zona per evitare contagi ed è proprio dal passato, che dovremmo imparare qualcosa.

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