Il “Girotondo” durante il periodo della peste nera

Articolo di GUSTAVO LEGUIZAMON

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“Ci siamo mai fermati a riflettere sul significato delle canzoni che canticchiavamo per ore gioendo di ingenui giochi infantili durante i lunghi pomeriggi della nostra spensierata fanciullezza?

Le canzoni costituiscono buona parte del coacervo culturale di una società e ne restituiscono una perfetta fotografia.

Le nostre abitudine diventano prima consuetudine ed infine diventano routine e senza rendercene conto arrivano a dare forma a larga parte della nostra quotidianità.
La quotidianità può portarci a perdere la prospettiva storica dell’essenza della musica popolare, ad esempio delle canzoni che cantavamo durante la nostra infanzia.

I girotondi, le corse e i balletti  rappresentano alcuni dei giochi preferiti dai bambini, al di là della loro etnia. L’origine di tali giochi risale agli albori delle civiltà umana. Il girotondo trova la  sua origine durante le nascita di religioni e si osserva sin dall’Età della Pietra.

Oggi giorno non è facile immaginare la quotidianità durante il Medioevo, quando le consuetudini erano ben diverse dalle nostre. Le cerimonie religiose e le feste erano eventi che si intendevano dentro un contesto di gruppo, così come le canzoni e i balletti. Le corse diventavano un tipo di danza collettiva che si imprimeva a lungo nella memoria.

Ecco, qui entrano in gioco i partecipanti più temuti: le epidemie che flagellano il mondo lasciando le loro tracce nelle canzoni infantili.

La morte è fortemente legata alla peste, alle pandemie e alle epidemie che colpiscono i popoli e che nell’immaginario collettivo hanno una stretta relazione con la colpa, la punizione e la volontà divina.

Per esempio, in Italia, il mostro della peste nera, che flagellò l’Europa nel XIV secolo (1347 – 1353), ha lasciato le sue ferite impresse nel gioco del “Girotondo”.

 

Il girotondo consiste nel darsi la mano e girare in cerchio, recitando una filastrocca. La più nota recita:

Giro giro tondo

Casca il mondo

Casca la Terra

Tutti giù per terra

Aiuto

All’ultima strofa ci si ferma e ci si accovaccia.

Nella versione spagnola di questo gioco, lì chiamata corro la patata (corsa a la patata) che diventa per il resto del mondo ispanico huevo podrido (uovo marcio).

Versione spagnola:

Al corro de la patata

comeremos ensalada,

lo que comen los señores

naranjitas y limones.

Achupé, achupé

sentadita me quedé.

Alla parola “achupé”, i bambini saltano in alto, prima di gettarsi a terra cantando l’ultima strofa.

Per Latinoamerica:

Jugando al huevo podrido

Se lo tiro al distraído

El distraído lo ve

Y huevo podrido es.

Significa che un bambino  è eliminato dal gioco.

Tale gioco nel mondo anglosassone si chiama Ring a Ring o’ Roses e la sua canzoncina è:

Ring-a-ring o’ roses,

A pocket full of posies,

A-tishoo! A-tishoo!

We all fall down.

Infine, la versione tedesca  somiglia molto alla italiana:

Ringel ringel reihen,

Wir sind der Kinder dreien,

sitzen unter’m Hollerbusch

Und machen alle Husch husch husch!

 

Alle Kinder setzen sich!

 

Quindi, non importa la lingua, l’etnia o la religione alla fine del gioco tutti si devono accovacciare e la peste li porta via.

Chissà se in un futuro prossimo avremo un nuovo gioco infantile che ricorderà, inconsapevolmente, l’epidemia di Coronavirus che siamo attraversando oggi”.

Fonte : https://jueguemosya.blogspot.com/2020/03/il-girotondo.html

 

Angelico,_giudizio_universale_ girotondo 

Leggenda o storia

Negli anni 1665-66, la popolazione di Londra venne colpita dalla Grande Peste. Le vittime furono oltre 100.000  . Si racconta che i genitori preoccupati dalla necessità di educare i bambini e abituarli all’idea che “tutti potessero morire”, lo fecero attraverso le parole di questa filastrocca. Sappiamo che una prima versione di “Ring-a-ring o’ roses” venne scritta nel 1881, ma si dice che una canzone simile girasse già in Europa nel 1790  giunta  a noi nelle sue numerose versioni.

 

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